Ma come nasce il Giallo?

Il genere giallo, conosciuto anche come “detective story” nei paesi anglofoni, ha le sue radici nella Francia e nell’Inghilterra della metà del XIX secolo, un’epoca di grande sviluppo industriale che influenzò l’industria editoriale verso la produzione di letteratura di intrattenimento. Il genere si diffuse rapidamente, grazie anche all’urbanizzazione crescente e all’aumento della criminalità, che portarono alla formazione di organizzazioni di polizia come la Sûreté in Francia e Scotland Yard in Inghilterra. Il giallo si suddivide in vari sottogeneri, tra cui il romanzo poliziesco, il thriller, il noir e il romanzo di spionaggio, ciascuno con caratteristiche distintive che contribuiscono alla ricchezza del genere.

Elementi precursori del giallo si trovano già nella letteratura classica, ma è nel XIX secolo che il genere si consolida con autori come Edgar Allan Poe e Arthur Conan Doyle. Poe, con il suo racconto “I delitti della Rue Morgue” del 1841, introduce il personaggio di C. Auguste Dupin, un investigatore che utilizza il ragionamento deduttivo per risolvere i casi. Arthur Conan Doyle, con la creazione di Sherlock Holmes nel 1887, stabilisce il prototipo del detective geniale, capace di decifrare enigmi complessi grazie alle sue deduzioni. Il suo assistente, il dottor Watson, funge da intermediario con il lettore, seguendo la narrazione senza anticipare la soluzione del mistero.

Agatha Christie e Georges Simenon sono autori fondamentali per il romanzo poliziesco. Christie, attraverso i suoi personaggi Hercule Poirot e Miss Marple, ha perfezionato il modello del detective che, mediante un’analisi accurata degli indizi e un colpo di scena finale, rivela il colpevole. Simenon, con il suo commissario Maigret, ha introdotto un investigatore che, pur sembrando un semplice funzionario, risolve i casi più complessi con un’acuta osservazione della natura umana e un profondo coinvolgimento nella società parigina.

Il thriller e il noir sono due evoluzioni del genere giallo che si distaccano dal modello classico del romanzo poliziesco. Il thriller, con personaggi come Philip Marlowe di Raymond Chandler, si distingue per una narrazione diretta e un protagonista “hard-boiled” che si muove in ambienti corrotti. Il noir, invece, presenta un protagonista più complesso e vulnerabile, inserito in una realtà oscura dove la distinzione tra bene e male è ambigua e il successo dell’indagine non è scontato, come nei romanzi di Dashiell Hammett e Jim Thompson.

Il romanzo di spionaggio, o spy story, si sviluppa in parallelo al giallo, con una trama incentrata su agenti segreti che affrontano complotti su scala internazionale. Questo sottogenere si caratterizza per un ritmo incalzante e sequenze d’azione, e vede come figura centrale l’agente segreto, che combina abilità fisiche e intellettuali. James Bond, l’agente 007 creato da Ian Fleming, è l’esempio più noto, diventato un’icona globale attraverso una vasta produzione di romanzi, film, fumetti e videogiochi.

l giallo italiano si distingue per la sua attenzione alla realtà sociale e all’impegno civile. Autori come Andrea Camilleri, con il personaggio del commissario Montalbano, e Leonardo Sciascia, con le sue analisi critiche della società siciliana e dei problemi legati alla mafia, hanno creato opere che uniscono la tensione narrativa del giallo a una riflessione sulla società. Giorgio Scerbanenco si è distinto per uno stile diretto e per trame che mantengono il lettore in sospeso fino all’ultima pagina.

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