Anna e i suoi tormenti

Anna Bolena, la seconda moglie di re Enrico VIII, rimane una delle figure più affascinanti della storia. Nota per il suo fascino, spirito e intelligenza, Anna ha avuto un ruolo fondamentale nella Riforma inglese, che ha cambiato per sempre il panorama religioso della nazione. Il suo matrimonio con Enrico fu un affare tumultuoso, segnato da intrighi politici e tradimenti personali. Nonostante i suoi sforzi per assicurarsi la sua posizione di regina dando alla luce un erede maschio, Anna alla fine non riuscì a far nascere il figlio desiderato di Enrico – il suo unico figlio sopravvissuto era Elisabetta, che sarebbe poi diventata una delle più grandi sovrane d’Inghilterra.


Nel 1536, i nemici di Anna la accusarono di adulterio, incesto e tradimento, accuse che furono probabilmente inventate per spianare la strada al terzo matrimonio di Enrico.

Il quale, frustrato per la mancanza di un’erede maschio, aveva concentrato le sue attenzioni sull’avvenente Jane Seymour.

La regina venne condannata e condannata a morte. Prima di lei venne decapitato il fratello George, accusato di rapporti incestuosi con la sorella. Fin da quando venne posata la corona sulla sua testa, Anna non godette mai di una fama benevola da parte degli inglesi e della stessa corte.

Cresciuta alla corte francese, era una donna colta e intraprendente. Enrico VIII ne fu affascinato e folgorato, ma al tempo stesso si inimicò mezza Europa per convolare a nozze con la nuova fiamma e spedire in convento la moglie Caterina d’Aragona.

Il monarca, definito come “difensore della fede, venne additato come eretico e decise di creare una nuova chiesa mettendosene a capo. Qualcosa di rivoluzionario ed impensabile e che ebbe conseguenze abbastanza nefaste per il sovrano.

In primis, il popolo non condivise mai del tutto il secondo matrimonio ed Anna era considerata una strega. Non ci volle molto a far deflagrare la situazione, che raggiunse il culmine quando Enrico vide che il tanto agognato erede non arrivava.

Gli studi storici successivi ipotizzarono che le cause della sopravvivenza dell’erede maschio erano da ricercare proprio nella genetica del sovrano e non in quella delle mogli.

Ma egli non lo poteva sapere ed Anna fu la prima a perdere, letteralmente, la testa per non aver adempiuto al suo dovere. Incolpevole, come tutte le altre.

Il 19 maggio 1536 incontrò la sua fine alla Torre di Londra, giustiziata da un abile spadaccino francese. Il suo tragico destino ne ha cementato il suo posto nella storia, e la storia del suo fantasma che vaga per la Torre, tenendo la testa mozzata, aggiunge uno strato agghiacciante alla sua eredità.

Si narra che apparve allo stesso Enrico negli ultimi istanti di vita, oramai costretto a letto a causa della gotta.

La vita di Anna Bolena è intrisa di ambizione, tradimento e resilienza, un promemoria delle dure realtà affrontate dalle donne in posizioni di potere durante l’era Tudor. Il suo spettro funge non solo da presenza disperatamente oppressiva ma anche da potente simbolo del suo impatto indelebile sulla storia.

La voce di una donna che venne sopraffatta dallo stesso potere che si era tenacemente conquistata.



Lascia un commento