
Nonna aveva grosse e ruvide mani, usurate dal tempo ma sempre pronte
la vendetta di nirak, maria cristina pizzuto
a coccolarti e accarezzarti quando ne avevi bisogno. Estrasse una foto in
bianco e nero, sbiadita e ingiallita dal tempo. Non era bellissima ai miei
occhi, ma ritraeva il viso di una ragazza di una dolcezza incredibile, con
occhi vispi e profondi e capelli molto mossi, quasi ricci.
«Nonna, chi èquella nella fotografia, sei tu?» chiesi con l’usuale curiosità
fanciullesca che non ha peli sulla lingua.
Scosse la testa. «Si chiamava Elisabetta e tempo fa èstata la mia amica del
cuore. Ero una bambina, proprio come voi.»
«Dai, raccontaci di quando eri piccola!» esclamai impaziente, con la complicitàdello
squadrone di noi piccoli.
Concitati, cercavamo di tirare fuori le parole dalla bocca di Erica, i cui
occhi si stavano già perdendo nei meandri dei ricordi.
I racconti di una nonna sono uno scrigno inimmaginabile di tesori nascosti.
E questo racconto nasce in uno dei modi più belli e suggestivi. Una donna anziana e i suoi adorati nipoti che attendono soltanto di ascoltare una nuova storia e dunque una incredibile avventura.
Persa in un passato lontano e cullata da dolci ricordi. Tanti protagonisti di un’unica fitta e complicata trama che tiene incollati alla lettura persi in una meravigliosa magia.
La storia parte proprio dal ricordo di un’amica di infanzia: Elisabetta, figlia del possidente del castello vicino al borgo chiamato Castel Marina. Personaggio che viene descritto in modo approfondito e introspettivo, ragazza dai mille interessi nonostante una vita apparentemente da reclusa in una dimensione familiare e raccolta.
Erica (la nonna) e la figlia del potente Nirak, signore della tenuta, sono legate da una profonda e sincera amicizia, nonostante appartengano a classi sociali diverse. Il padre è conosciuto come una persona burbera, solitaria e con il cuore colmo di dolore e risentimento.

Il signor Nirak non era sempre stato cosìcinico e burbero. Un tempo,
la vendetta di nirak, maria cristina pizzuto
prima che nascesse Elisabetta, era il migliore gentiluomo che una donna
potesse desiderare: affascinante e con modi garbati, nessuno poteva resistergli
e le nobildonne se lo contendevano. Egli però non era di facili costumi
e le rifiutò tutte tranne una: Sophia, la mamma di Elisabetta.
Capelli biondi con sfumature dorate e occhi azzurri, corporatura esile e temperamento aggraziato… tutto questo riuscìa impadronirsi del cuore del signor Nirak. Mia mamma ripeteva spesso che in quegli anni il padrone aveva
avuto un fiore tra le mani, splendente come un diamante e docile e leggiadra
come un uccello. Tutto ciòlo aveva reso ancor piùbello e affascinante per
ogni dama di corte, tanto che durante i balli a palazzo nessuna gli toglieva
gli occhi di dosso. Ma egli aveva donato il cuore alla sua sposa e non guardava
neanche di sfuggita le altre. Quelli furono gli anni più felici per il signor Nirak, e al castello si respirava un’aria leggera.
La vita scorreva in pace e armonia, almeno fino alla nascita
di Elisabetta.
Dopo, tutto precipitò.
In realtà, come spesso accade per i “cattivi” della storia, l’apparente arcigna natura dell’uomo non è nient’altro che frutto di un pesante ed insopportabile dolore. Le ricchezze ed una posizione sociale invidiabile sono poca cosa rispetto alla perdita che il suo cuore ha dovuto sopportare e con il cui peso è dovuto sopravvivere.
La morte dell’adorata moglie Sophie, durante il parto della loro unica figlia, Elisabetta. Frutto del loro amore che inevitabilmente si andrà a trasformare in una condanna per la ragazza. L’aspetto e la grazia riportano inevitabilmente al più brutto dei ricordi.
Difatti, il padre quasi la ignora e non mostra alcuna forma di affetto verso di lei. Tuttavia però, non le fa mancare nulla: lezioni private, attività sportive e tutto quello che si possa fare per garantire un’adeguata istruzione. Qualche sprazzo di affetto viene concesso nelle occasioni più private, ad esempio durante un’intervallo di portata a cena, ma la figlia deve inevitabilmente ritagliarsi ed anelare questi momenti con tutte le sue forze.
Eppure le trame del destino non sempre prendono il verso che le strade della vita sembrano spianare.
Perché un fatto assolutamente nuovo sconvolgerà gli equilibri di tutti e provocando l’impensabile.

Parlarono tutto il pomeriggio delle loro vite, di quello che stavano facendo,
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della loro infanzia, e non si resero conto del passare inesorabile del
tempo, sempre troppo poco dal loro punto di vista. L’indomani non si sarebbero
potuti incontrare poiché entrambi avevano degli impegni. Dei doveri
gravavano sulle loro spalle e dovevano adempiere alle loro
responsabilità, ma si sarebbero rivisti dopo due giorni, quando avrebbero
avuto più respiro.
La protagonista cresce ed inevitabilmente inizia a plasmare il carattere e le passioni, arrivando anche a diversi scontri con il padre e che, durante lo sviluppo della trama, si scopre essere una persona sofferente ma permeato da un profondo sentimento di amore verso la figlia che purtroppo ha difficoltà ad esprime a causa di una sofferenza profonda e lacerante.
E, questo è il caso di precisarlo, il destino con il ricco uomo sarà beffardo ed crudele oltre ogni modo. Tutto pare avventarsi contro di lui e senza una apparente spiegazione.

Una storia sicuramente avvincente dove i sentimenti si uniscono al fantasy in una melodia dolceamara che suscita curiosità e un pizzico di tristezza.
Lettura scorrevole, ricca di particolari ed immersiva che trasporta il lettore in un viaggio nei sentimenti e nella meraviglia dei paesaggi descritti.
Romanzo da non svelare, perché la bellezza sta nel scoprirlo ad ogni pagina.

