
Dopo aver raccontato della storia di San Pietro, iniziamo ad entrare dentro il cuore della cristianità partendo dal grande abbraccio che accoglie visitatori e pellegrini da ogni dove.
Raccontare della Basilica più famosa e grande al mondo è tutt’altro che un compito semplice in quanto tutta la struttura trasuda arte, devozione, suggestione e un fascino incredibile. Il centro del mondo, e il luogo che tutto il globo conosce.

“La chiesa di S. Pietro, quasi matrice di tutte le altre doveva haver’ un portico che per l’appunto dimostrasse di riceverà braccia aperte maternamente i Cattolici per confermarli nella credenza, gl’Heretici per riunirli alla Chiesa, e gl’Infedeli per illuminarli alla vera fede“
Bernini, autore del colonnato
Come lo stesso creatore descrisse magistralmente, la struttura nacque con l’idea di un grande abbraccio; una sorta di gesto affettuoso della Chiesa e di Dio agli uomini. Gesto che viene idealmente svolto da ben 286 colonne sormontate da 140 statue: 70 a destra e 70 a sinistra.
Esse si trovano ognuna in corrispondenza di una colonna, come a rappresentarle singolarmente.
Il motivo di questa disposizione? Il suo creatore voleva rappresentare la “ecclesia triumphans” in relazione alla “ecclesia militans” cioè la folla dei fedeli in preghiera nella piazza. Tutte sono realizzate in travertino e vennero lavorate da collaboratori dello stesso Bernini sotto sua stretta supervisione.

Una curiosità vede le statue del porticato essere alte la metà rispetto a quelle poste sopra la facciata della basilica rappresentanti gli apostoli disposti a destra e a sinistra di un Gesù, create dal genio dello stesso Bernini.
Non che l’altezza sia misera: 3,10 metri è la dimensione di ogni statua del colonnato.
Poderose, guardiane, protettori dei fedeli ed esempio della forza e del potere della fede.
Alla sinistra, nella zona più vicina alla facciata della basilica, vi sono i martiri e i fondatori dei primi ordini religiosi. Sulla destra invece fanno la loro comparsa vescovi ma anche papi e fondatori di ordini meno antichi. Tra i santi vi sono san Paolo e il primo martire Stefano, i padri del monachesimo san Benedetto e sant’Antonio Abate, i grandi riformatori della Chiesa medievale San Francesco d’Assisi e san Domenico, e poi, sant’Ignazio di Loyola e san Filippo Neri.
E sono ben trentotto anche le figure femminili del colonnato. Presenza significativa in un mondo che ancora oggi è appannaggio prevalentemente del sesso maschile.

Ma come venne l’idea di tutto questo all’artista prediletto del Vaticano? Ecco, inizialmente egli la pensò come una piazza quadrangolare e circolare. Solo successivamente si pensò di erigere un colonnato di forma ellittica con l’asse maggiore disposto parallelamente alla facciata.
Una novità coraggiosa, a cui si unisce la scelta straordinaria di creare un porticato che permetta l’ingresso da ogni punto. Chiaro messaggio di una fede che accoglie da ogni dove.
Roma, durante il 600, era una città difficile e spesso oggetto di saccheggiamenti ed epidemie. Quello che per noi ora è cosa scontata, per l’epoca non era affatto così. Ognuno poteva entrare a San Pietro, sia in pompa magna da gran signore che in stracci da povero mendicante.
La costruzione di una simile struttura permise anche una visione quasi a 360° della cupola Michelangiolesca. La magia scaturisce anche dalle diverse prospettive che regala la visione da ogni colonna. Opera unica, meravigliosa e innovativa come nessuna al mondo.
Realizzata in appena 7 anni, tra il 1660 e il 1667 per volontà di papa Alessandro VII, al secolo Fabio Chigi che fu fondamentale nel portare avanti un messaggio forte.
Nella grandezza di una Chiesa ricca e fastosa, ogni fedele poteva essere accolto in quello che vorrebbe ogni essere umano: un lungo ed infinito abbraccio.

