
Quando muore il successore di Pietro è come il mondo si fermasse e la cristianità fosse sospesa: in attesa del prossimo pontefice.
Momenti storici, intensi e il cui esito è tutto da conoscere. I funerali e il conclave, in mondovisione e con quel senso di speranza per la novità in arrivo.
Pensando che siamo anche in anno giubilare, dedicato alla speranza e la morte di Bergoglio è avvenuta il lunedì dell’Angelo, non si può non riflettere.

Considerare quanto sia stata straordinaria la vita di un uomo apparentemente tanto semplice e dall’aspetto bonario e amicale.
Gesuita, studioso e pragmatico.
Primo Papa sudamericano con origini Italiane che non mancava mai di ricordare nei suoi tanti incontri e interventi.
Ma cosa sappiamo della vita straordinaria di un Papa tanto innovativo?

Jorge Mario Bergoglio, nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, è stato il 266esimo Papa della Chiesa cattolica.
«Con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 il Vescovo di Roma è tornato alla casa del Padre. La sua vita è stata interamente dedicata al servizio del Signore e della Sua Chiesa».
Dopo essersi diplomato come tecnico chimico, Bergoglio abbracciò la vocazione religiosa nel 1958, entrando nella Compagnia di Gesù.


Studiò filosofia e teologia, insegnò letteratura e psicologia e fu ordinato sacerdote nel 1969. Giovanni Paolo II lo nominò vescovo ausiliare di Buenos Aires, e successivamente arcivescovo della capitale argentina. Nel 2001 venne creato cardinale. Dopo la storica rinuncia di Benedetto XVI, nel marzo 2013, fu eletto Papa al quinto scrutinio del conclave. Da allora, il nome scelto – Francesco – anticipava già il suo programma: una Chiesa più povera, vicina agli ultimi, capace di parlare al cuore del mondo.


Il suo è stato un pontificato che ha lasciato un’impronta profonda. Primo Papa gesuita e primo non europeo dopo secoli, Francesco ha saputo imprimere una svolta a molti aspetti della vita della Chiesa. Emblematica la sua risposta, nel 2013, sul volo di ritorno dal Brasile: «Chi sono io per giudicare?» – disse a proposito delle persone omosessuali. Negli anni successivi ha promosso aperture verso i divorziati risposati, ha chiesto rispetto e accoglienza per le coppie di fatto e ha posto grande attenzione alle unioni civili.

Nel 2015 ha indetto uno straordinario Giubileo della Misericordia e, nel 2016, ha compiuto un gesto destinato a restare nella storia: al termine di una visita sull’isola greca di Lesbo, portò con sé dodici profughi a Roma. Ha riformato la Curia, lo Ior, il codice penale vaticano e ha avviato una delicata apertura nei rapporti con la Cina. Forte il suo impegno nella lotta agli abusi nella Chiesa, culminato nel 2023 con la promulgazione di nuove procedure per la prevenzione e il contrasto.

Tra i momenti più iconici del suo pontificato, resteranno impresse le immagini del Papa che cammina da solo nella Roma deserta, durante l’emergenza Covid-19. «Non sprecate questi giorni difficili», fu il suo appello in uno dei momenti più bui della pandemia. Francesco fu anche tra i primi leader mondiali a promuovere la vaccinazione, definendola «un atto di amore».

Il Pontefice aveva 88 anni. Il 25 dicembre 2024 Papa Francesco ha inoltre aperto la Porta Santa della basilica di San Pietro, dando ufficialmente inizio al Giubileo della Speranza. Un evento fortemente voluto, vissuto come messaggio di rinascita per la Chiesa e per il mondo.
Una storia incredibile, figura che il mondo non dimenticherà mai e che ha regalato alla storia un’impronta profonda di fede e speranza.

