
Questo giorno non è mai stato tanto particolare.
Il 25 aprile non è una data come un’altra. E ricordarlo non è retorica. E non è nemmeno più una cosa scontata.
Il 25 aprile di ogni anno noi tutti ricordiamo e festeggiamo (sì, festeggiamo) la Liberazione e quindi la Resistenza che ha cambiato la storia d’Italia con la sconfitta del nazifascismo
Ma non solo.
Non perché il fascismo sia in arrivo, come ha sempre sostenuto Travaglio (e condivido) basta studiare un po’ di storia per comprendere che fortunatamente siamo molto lontano da una nuova era totalitarista. Tuttavia stiamo assistendo a quella che è una vera e propria alienazione dalla storia. Nessuno conosce a fondo i dettagli, le vicende e tutto si basa su una conoscenza a compartimenti stagni. Dove la narrazione vuole che i vincitori siano i buoni e i cattivi i perdenti.
Lo stesso Barbiero, grande e illustre storico, ha più volte ribadito quanto la narrazione di alcune produzioni cinematografiche sia abbastanza fuorviante. Auschwitz venne liberata dai russi, ma quasi nessuno si ricorda di questo.
Ma ora è un giorno da ricordare e da onorare.

Il 25 aprile ha posto fine alla tragedia immane di una lunga guerra. Venti anni di lotte antifasciste e naziste, anni durante i quali decine di migliaia di italiani sono stati perseguitati, arrestati, confinati, deportati e uccisi perché contrari al regime di Mussolini e Hitler. Per ribadire e ricordare che la libertà e la democrazia non sono doni calati dall’alto ma conquiste raggiunte con la lotta.
Perché la libertà non è negoziabile. E ciò di cui oggi godiamo deve essere ricordato e compreso affinché la memoria non vada mai dispersa.

“Coltivare la memoria, contrastare odio, pregiudizio e indifferenza, non sono impegni dai quali si può deflettere, soprattutto adesso” ha detto Sergio Mattarella ad Auschwitz-Birkenau. “L’odio, il pregiudizio, il razzismo, l’estremismo, l’antisemitismo, l’indifferenza, il delirio, la volontà di potenza sono in agguato, sfidano in permanenza la coscienza delle persone e dei popoli. E per questa ragione non può essere ammesso nessun cedimento alle manifestazioni di intolleranza e di violenza, nessun arretramento nella tutela dei diritti e delle libertà fondamentali, base del nostro convivere pacifico”.
Sergio Mattarella
E le istituzioni hanno il dovere di onorare e preservare la memoria del sacrificio delle antifasciste, degli antifascisti, delle partigiane, dei partigiani e di tutte le vittime del nazifascismo.
Il 25 aprile è lotta. Ieri oggi e sempre per ricordare di quanto sia prezioso ciò che spesso diamo per scontato.
Questa giornata è una esortazione a conoscere, comprendere e tenere a mente quanto sia malata ogni guerra e violenza.
E alla luce dei recenti fatti mondiali e nazionali, vedo solo tante parole e pochissimi fatti.

