
In questi giorni si è tanto parlato di tanatoprassi. Ora, aldilà di ogni assurda e becera polemica, credo vada approfondita quella che considero una cura e una attenzione doverosa verso un caro appena deceduto.
Ho letto ovunque commenti orrendi e pregni di ignoranza da parte di persone la cui vita è forse talmente vuota da dedicarla all’odio ad minchiam, ossia senza nemmeno una ragione quantomeno vana (non che la violenza sia giustificabile in ogni caso).
Ed ho pensato di fare un poco di chiarezza, che possa interessare o meno a chi legge, ogni cosa che scrivo è frutto della mia voglia di conoscere ed imparare.
Se volete continuare a leggere siete i benvenuti, in caso contrario: amici come prima.

Nel delicato momento della perdita di una persona cara, uno degli aspetti importanti da considerare è la preparazione estetica della salma. Questo perché, ovviamente, un decesso può essere causato da molteplici cause e garantire la dignità in fase di commiato è un profondo e straordinario atto d’amore.
La pratica della tanatoprassi è fondamentale per preservare il corpo in condizioni ottimali ad affrontare una prolungata esposizione come nel caso del Papa, sopratutto quando il tempo tra il decesso e la cerimonia funebre è prolungato.

Essa è una tecnica avanzata di conservazione temporanea della salma, che prevede l’iniezione di sostanze chimiche specifiche per rallentare i processi di decomposizione.
Si tratta di una serie di procedure tecniche mirate alla conservazione temporanea della salma. Viene eseguita da personale qualificato e certificato, che utilizza attrezzature moderne per garantire un risultato ottimale.

Questa pratica prevede:
- Anamnesi: si verifica lo stato di salute del defunto per individuare eventuali malattie infettive o condizioni particolari che potrebbero influenzare il trattamento
- Disinfezione: si pulisce accuratamente il corpo con soluzioni antisettiche per eliminare batteri e prevenire la proliferazione di microrganismi
- Iniezione del fluido conservante: viene introdotto un fluido conservante nel sistema arterioso per rallentare il processo di decomposizione e mantenere l’integrità dei tessuti
- Trattamento cavitario: si rimuovono i gas ed i liquidi presenti nelle cavità corporee per prevenire rigonfiamenti e odori sgradevoli
- Sutura e sigillatura: chiusura di eventuali incisioni o ferite per garantire l’integrità del corpo.

Questa tecnica consente non solo di preservare la salma in condizioni dignitose, ma anche di evitare odori sgradevoli e altri inconvenienti legati al naturale processo di decomposizione.
I principali vantaggi della tanatoprassi includono:
- Conservazione prolungata: mantiene il corpo in condizioni ottimali per un periodo più lungo rispetto ai metodi tradizionali
- Sicurezza sanitaria: riduce i rischi di contaminazione batterica, proteggendo sia i familiari che il personale delle onoranze funebri
- Aspetto naturale: grazie a tecniche avanzate, la tanatoprassi permette di restituire al defunto un aspetto sereno e naturale, facilitando il ricordo positivo per i familiari.

