
Che ne sanno di cosa significhi scegliere la bara per Fabio; che ne sanno di che cosa significhi portargli i fiori al cimitero con tre figlie in lacrime ed un nipotino che singhiozza e che non si capacita che il padre gli abbia ucciso il nonno e abbia cercato di uccidergli la madre. Che ne sanno del dolore che avranno le mie due figlie che non verranno accompagnate all’altare dal padre; che ne sanno cosa significhi stirare le camice di Fabio che non c’è più, per avere dei ricordi di una quotidianità del passato che amavo tanto; che ne sanno cosa significhi perdere il gusto per la vita ma dover mentire e sorridere per non aggravare il dolore di figlie e nipote! O di ciò che ho provato quando l’assassino mi ha inviato una cartolina dal carcere, scritta in rosso sangue, sbeffeggiando la morte di mio marito, cartolina che raffigurava un altare tridentino e che certamente non gli ha fornito il carcere ma qualche parente o amico consenziente?
Marta Criscuolo- Limido.
Quello che accade giornalmente sotto ai nostri occhi è una strage che urla giustizia.
La media nazionale è di due donne uccise al giorno e il fenomeno è di rilevanza endemica e capillare. Mogli, madri, single di ogni estrazione sociale e località.
Epidemia che colpisce indistintamente, condannando una famiglia ad una sofferenza disumana e crudele.

Che ne sanno di cosa significhi avere una figlia in coma, in rianimazione, gonfia, intubata, senza denti e livida per i pugni che il padre di suo figlio le ha sferrato e desiderare fare una strage, ma prenotare le vacanze, ordinare i mobili della sua casa, preparare pranzi e cene gustose per dare ai propri cari il gusto della vita che però tu hai irrimediabilmente perso?
Che ne sanno del pericolo che Lavinia versasse ancora liquido cerebrale, causato dalle coltellate infertele dall’assassino nei pressi del midollo spinale, quando la accompagnavo in bagno?
Che ne sanno di come mi sono sentita quando ho dovuto dire a Lavinia che il padre era morto per salvarla? E che la stessa notizia Lavinia ha dovuto dare a suo figlio?Marta Criscuolo-Limido.
Il caso della famiglia Limido ha scosso la comunità varesina e non solo, uno schiaffo a quanto poco si faccia ogni giorno per arginare una delle piaghe più devastanti del nostro tempo.
Perché, di fatto, si parla di tragedia annunciata. Ordine restrittivo non rispettato e un padre ucciso per mano dell’ex compagno violento della figlia.
Ora, non volendo entrare nella vicenda per cui si sono spese fiumi di parole in voce e inchiostro, una domanda sorge spontanea: cosa non è stato fatto?
Praticamente nulla.
Una famiglia sola, contro un dramma che coglie impreparati e lascia soli.
Già, perché nonostante i tanti proclami e i trend fomentati da molti personaggi sui social (forse più concentrati sulla loro autoaffermazione), nulla in concreto viene attuato.
Provo una profonda rabbia nello scrivere di questi episodi perché ritengo non venga fatta sufficientemente prevenzione e rete di supporto.
Tutti sono contro la violenza in modo plateale, ma pochi con chi la subisce.
E perdonatemi se la mia rabbia viene scatenata ancora di più dal fatto che l’omicida, tale Marco Manfrinati, sia stato oggetto di un articolo intitolato “il dolore di Manfrinati” per cui la vedova ha dovuto rispondere con alcune doverose precisazioni.
Le citazioni che vedete sono le sue, raccolte esattamente come scritte. Perché sono emblematiche della forza resiliente di questa donna.

Straordinaria e potente fin dai primi giorni dopo la tragedia, quando tutti eravamo sgomenti.
Monito di lotta a questi episodi disumani.
E, per onorare la grandezza di questa donna, il 6 Maggio 2025 Anemos Italia in collaborazione con La Varese Nascosta, con un riconoscimento indirizzato a lei e al compianto consorte, la premieranno a Palazzo Estense.
Due associazioni da sempre attive sul territorio capillarmente e minuziosamente per prevenire e denunciare ogni forma di violenza.
Perché la storia della famiglia Limido e del sacrificio di un papà sia un ricordo prezioso per tutti e il premio sia l’abbraccio infinito di una comunità attenta e davvero unita.

