Una serata fantasy molto speciale

Venerdì 2 Maggio si è tenuta una bellissima serata presso la Biblioteca Civica “V. Doneda” di Venegono Inferiore tutta a tema fantasy. Grazie alla sinergia di un’amministrazione comunale e una biblioteca sempre all’avanguardia e attenta alle necessità di un’utenza sempre variegata e poliedrica, è stato possibile realizzare non solo una semplice presentazione ma una vera e propria serata interattiva tra scrittore, artista e pubblico.

Roberto Fontana e Alessandro Gobbi sono stati protagonisti della serata, due personalità unite da una grande passione e una profonda e vivace intelligenza.

Una presentazione per questi due grandi personaggi è più doverosa, anche le loro opere sono la massima espressione del loro estro e creatività straordinaria.

Appassionato lettore di Tolkien, Roberto Fontana è noto sia in Italia che all’estero come autore e saggista di genere fantasy. Esperto di calligrafie legate all’universo fantasy e tolkeniano. Dopo essere stato presidente dell’Associazione Culturale Granburrone, attualmente è socio dell’AIST – Associazione Italiana Studi Tolkieniani.

Alessandro Gobbi è invece un artista che ricrea miniature fantasy preziose e irripetibili. Curate nei minimi particolari, in maniera microscopica e con tecnica manuale ed estremamente precisa. Le sue opere parlano da sole e ad ogni sguardo regalano una nuovo, suggestiva sorpresa.

Vanno osservate e scoperte.

Assistere a presentazioni come questa è una magia, di quelle che ti trasportano in mondi lontani e straordinari. Nati dalla fantasia ma talmente strutturati da sembrare veri e regalare un’unicità incredibile ad ogni lettura.

Non sono libri o sculture, sono viaggi in un grande universo. Composto da equilibri, paesaggi, leggi e ritmi di vita che diventano anche oggetto di studio.

Al pari della lingua elfica, che consta di diverse etnie e cadenze.

Esempio straordinario di come l’uomo possa immaginare mondi apparentemente lontani, ma vicini perché frutto della mente e della sua stessa fantasia.

Testimoni di quanto sia meraviglioso l’estro umano, spesso dimenticato e mai adeguatamente apprezzato.

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