
“Con coraggio e fedeltà” è il motto di un corpo armato molto particolare: quello delle guardie svizzere che da oltre 500 anni protegge il Pontefice e presidia la Città del Vaticano.
Il corpo è stato istituito il 22 gennaio del 1506, il giorno in cui per volere di Papa Giulio II 150 svizzeri provenienti dal Canton Uri entrarono per la prima volta in Vaticano attraverso la “Porta del popolo” per prestare servizio come suoi custodi personali. Nel 1527 le guardie svizzere si rivelarono necessarie ed indispensabili durante uno dei più tragici saccheggi di Roma ad opera dei Lanzichenecchi; in quell’occasione aiutarono Papa Clemente VII a scappare a Castel Sant’Angelo e degli iniziali 189 soldati se ne salvarono solo 42, combattendo eroicamente e testimoniando il grande coraggio e la fedeltà che da sempre li ha contraddistinti.

Nel 1929 con la creazione dello Stato Pontificio, le guardie svizzere ne divennero la milizia ufficiale e durante gli anni della Seconda guerra mondiale papa Pio XII ampliò temporaneamente il loro numero, portandolo a 300, sia per dare rifugio ai molti sfollati sia per fornire una maggiore stabilità alla Città del Vaticano.
Al giorno d’oggi il corpo delle guardie svizzere conta circa un centinaio di membri ed ha il compito di vigilare e proteggere il Papa all’interno del Palazzo Apostolico e durante i suoi viaggi, oltre che prestare servizio d’onore durante le udienze e i ricevimenti.

La Guardia svizzera inoltre presiede – congiuntamente con il Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano – le cerimonie nella basilica di San Pietro e nell’aula Paolo VI e si occupa del controllo degli accessi in Vaticano e della protezione del collegio cardinalizio.
Per diventare guardia svizzera ci sono svariati requisiti da soddisfare: bisogna innanzitutto essere di sesso maschile, avere meno di 30 anni, ed in possesso della cittadinanza svizzera. È necessario aver prestato il servizio militare svizzero con un’ottima condotta oltre che godere di buona salute ed avere almeno una licenza di scuola media-superiore o un attestato di scuola professionale.

In ultimo bisogna essere cattolici ed in possesso di tutti i sacramenti oltre che celibi, infatti solo gli ufficiali possono sposarsi.
Il giuramento delle nuove reclute avviene nel cortile di San Damaso il 6 maggio di ogni anno, in ricordo del Sacco di Roma avvenuto lo stesso giorno nel 1527.

La formula del Giuramento, letta dal cappellano, viene ripetuta dalle nuove reclute nella versione ridotta. Queste ultime si fanno avanti e ciascuna, con la mano sinistra sulla bandiera della Guardia e la destra alzata con le tre dita aperte, quale simbolo della Trinità invocando la formula
«Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Pontefice regnante e i suoi legittimi successori, di dedicarmi a loro con tutte le forze, sacrificando, se necessario, anche la mia vita in loro difesa.
Assumo gli stessi doveri nei confronti del Collegio Cardinalizio durante la vacanza della Sede Apostolica. Prometto anche al Comandante e agli altri Superiori rispetto, fedeltà e obbedienza. Così giuro, che Dio e nostri Santi Patroni mi assistano.»
Ogni giorno due terzi del personale sono impegnati a montare la guardia agli ingressi del Palazzo Apostolico, e cioè nel Cortile di S. Damaso, nel Cortile del Belvedere, nei piani delle varie Logge, nella sala Regia, davanti agli uffici della Segreteria di Stato e nell’appartamento privato del Papa; inoltre agli ingressi esterni, ossia al Cancello Petriano (ex Sant’Uffizio), all’arco delle Campane, al Portone di Bronzo e a Porta S. Anna.
A prestare servizio d’onore, di controllo e ordine, la Guardia è impegnata tutte le volte che il Papa è presente, ossia nelle celebrazioni liturgiche in nella Basilica e in piazza San Pietro, nelle Udienze Generali, nelle visite di Capi di Stato, Capi di Governo, Ministri degli Esteri e Ambasciatori.
Una storia che non manca mai di suscitare interesse e curiosità.

