Torcello e il patto con il diavolo.

Quasi perso e sconosciuto a molti, tra le acque tranquille della laguna veneziana si nasconde una storia d’amore, morte e un patto col diavolo mai onorato.

Una vicenda le cui fondamenta storiche non sono mai state vagliate, ma che suscita ad ogni visita un macabro e vivo interesse.

A Torcello, poco distante da Venezia, esiste un ponte che custodisce una delle leggende più inquietanti della tradizione lagunare. Il suo nome, manco a dirlo, è Ponte del Diavolo.

Esso deve il suo nome a una storia d’amore proibito fra una giovane veneziana e un ufficiale austriaco, nemico della Repubblica. Una costruzione semplice, priva di parapetti e immersa nelle campagne periferiche della campagna veneziana.

La storia è incentrata su un sentimento tormentato e osteggiato.

Quando la famiglia della ragazza si oppose alla relazione, l’ufficiale venne ucciso, lasciando la giovane nella disperazione più totale. Non si sanno le cause del decesso dell’amato ma non è facile presupporre una vendetta tra le famiglie per l’onta subita.

Accecata dal dolore, la ragazza si rivolse a una strega locale disposta a tutto per aiutarla.

Quest’ultima era conosciuta per essere una donna cattiva, astuta e manipolatrice.

Ciò che accadde dopo supera ogni immaginazione: avvenne un patto col diavolo in persona con la promessa di sette anime innocenti in cambio della resurrezione dell’amato.

Le due donne donne avrebbero dovuto sacrificare sette vittime per una sola.

Il maligno apparve sul ponte per stringere l’accordo, ma la strega morì poco dopo senza mai poter mantenere la promessa e la giovane, secondo quanto tramandato, si uccise.

Di questo episodio rimane una suggestione ossia che ogni notte di Natale il diavolo torna sul ponte sotto forma di gatto nero, ancora in attesa di riscuotere il suo macabro pagamento.

Una ricerca eterna e dannata in nome di un patto mai saldato.

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