Nessun limite, nessun confine: si chiama amore, ma si legge libertà.

Noi donne, anche dopo cento cinquant’anni di delusioni, anche potessimo vivere quanto uno squalo della Groenlandia, rimarremmo sempre speranzose di trovare l’uomo giusto. A volte il percorso è lungo e penoso ma, come il rintocco dell’orologio a cucù, usciamo dalla casetta a ciclo regolare per farci ammirare: ci basta qualche ricarica e
siamo più pimpanti di prima! E io non sono stata da meno.

Ci sono età in cui, troppo spesso, il provare emozioni è come un tabù. Non ci si aspetta, fondamentalmente che si possano provare sentimenti, quasi come una morte mentale di ogni percezione naturale.

Poco importa se la vita e gli accadimenti abbiano portato a questo. Attorno alla ricerca di un compagno vi è una becera retorica abbastanza stupida che, quasi malignamente, ridicolizza questi comportamenti.

Avete mai visto come vengono giudicate le persone che si ritagliano dei momenti per un sano e giusto egoismo.

Eppure, e lo dico per esperienza diretta, tutti hanno diritto all’amore e non dovrebbe esistere alcun limite di luogo, tempo o età.

Chi, nel modo più ottuso possibile, si sente in diritto di giudicare una persona che si approccia all’amore in una età “non canonica” (qualora esistesse un periodo dogmatico in cui ci si necessariamente innamorarsi) dovrebbe imparare a tenere chiusa bocca e oscurare ogni pensiero.

Certi tacer sono più che giusti e necessari.

Alla fine della fiera i cosiddetti pretendenti sono dei malcapitati,
tanto quanto te, persone che sperano che almeno questa volta funzioni.

Le foto hanno il loro peso, purché non siano del fratello o di cinque anni prima; ti imbrogliano ma poi si chiedono pure perché scappi a gambe levate non appena li vedi arrivare.

Serenella Galdiolo crea attraverso l’opera un’ analisi narrativa perfetta di una realtà che merita di essere conosciuta e rivalutata. Contraddistinta da un piglio vivace, curioso e profondamente riflessivo. Molto vicina a quello che realmente si prova, finalmente senza filtri e pregiudizi.

Attraverso gli episodi, anche divertenti, dei protagonisti si arriva a porsi diverse e continue considerazioni. Fiume in piena di pensieri riguardo a qualcosa che un po’ ci appartiene: perché tutti cerchiamo qualcuno che possa definirsi compagno, forse per colmare quella solitudine con cui spesso conviviamo.

Tutti connessi alle vite altrui, ma profondamente soli davanti al buio dell’anima. Sappiamo ogni cosa, siamo informati sul mondo ma quanto poco conosciamo a fondo?

Uno specchio che non riflette, una realtà che espone ma non parla mai di ciò che custodisce nelle viscere più profonde.

E quindi le considerazioni che questo libro pone sono davvero molteplici.

Quanto spesso l’amore è uno dei temi più abusati e sovraesposti?

Eppure quanto non è mai adeguatamente approfondito?

Possiamo dire di conoscere questo sentimento tanto complesso, articolato e variegato?

Io credo che abbiamo ancora tanto da imparare.

Sei in un periodo di stasi, ti senti trascinare ancora dal desiderio di
cercare un compagno ma cominci ad assaporare anche la gioia di fare
esattamente quello che vuoi, quando vuoi.
Finalmente non devi più incastrare tutto e tutti per avere un fine settimana libero e la cosa ti esalta, non devi cercare di accattivarti nessuno, se non te stessa.

La vita a due o il tentativo di trasformarla in tale è una faticaccia, dietro alla patina rosa visibile agli altri, c’è un impegno quotidiano, a volte sfiancante, altre esaltante.

Una storia che non racconta qualcosa semplicemente rendendolo più romantico. È un racconto di verità profonda e disarmante.

La protagonista vive le tante peripezie in cui si imbattono i single; comunemente chiamati “casi umani” ma che fanno riflettere su quanto possa essere complicato il genere umano.

E su quanto Freud avrebbe dovuto lavorare.

Una strada lunga ma che porrà la protagonista di fronte alla riflessione più bella e intensa di tutte, spiazzante e disarmante. Ricordandosi sempre che la base di ogni ricerca si fonda su radici solide e necessarie; senza di esse qualsiasi rapporto sarà fuorviato e filtrato da questa eccessiva e inquieta smania nel voler colmare un vuoto.

E quel vuoto va assolutamente riempito con un sentimento che trascenda qualsiasi persona esterna alla propria anima.

La vita è come un lungo viaggio in treno pieno di fermate, dove salgono e scendono tante persone; anche se a tratti il viaggio lo si fa in solitudine, vale sempre e comunque: non puoi mai sapere chi salirà alla prossima stazione.
La percorrenza sarà lunga e si spera piacevole, almeno per certi tratti; il panorama cambierà continuamente, l’importante è guardare sempre fuori dal finestrino per non perdersi nulla.

Eh già, questo libro parla di sentimenti ma non solo intenso nel senso passionale tra i due individui. Il senso ultimo è straordinario ed un profondo invito a custodire ciò che abbiamo di più prezioso.

Spesso ogni ricerca è affanno, cruccio e frustrazione verso qualcosa di impossibile da trovare senza mai considerare che il tesoro lo abbiamo esattamente sotto i nostri occhi.

E finché lo custodiremo con cura non dovremmo aver paura nel cercare l’amore.

Ma in cosa consiste questa scoperta?

Leggete il libro e fatevi trasportare da qualcosa di unico e stupefacente.

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