Una vita e l’importanza di raccontarla.

Ricordare fa male e bene allo stesso tempo e dover cercare nei meandri della memoria mi porta a non ritrovare quel po’ di pace che mi servirebbe
per dormire. Non mi è concesso chiudere gli occhi la notte, il sonno è rimasto un miraggio, un desiderio, un ricordo obnubilato. E non è che prima soffrissi d’insonnia, forse ero ancora ragazza e non lo avvertivo o fu solo una conseguenza di quello che mi era successo…

MARISA TUMIA

L’importanza della lingua, delle espressioni e del linguaggio stesso è quanto di più importante possiamo utilizzare eppure quanto di più spesso dato per scontato. Oppure, ed è anche peggio, non adeguatamente curato ed approfondito. Preservare quanto dialetti e tradizioni hanno lasciato lo ritengo un dovere e un tesoro da custodire.

Mi capita, di leggere diversi libri che potrebbero essere valorizzati a dovere se ci fosse stato un sapiente ed attento lavoro di editing. Il lessico, la sintassi e la struttura stessa di una frase sono lo scheletro di ogni opera letteraria ed è assolutamente fondamentale porre basi più che solide.

Nessuno vuole un ponte che si regga a malapena, giusto?
Ed ora, veniamo ad un testo che di questa premessa ne ha fatto meraviglioso emblema.

Sapientemente bilanciato tra idiomi tipicamente dialettali e lingua italiana, racconto armonioso di voci che dipingono perfettamente uno spaccato di realtà non troppo lontano nel tempo e nella stessa attualità.

La mia regione, la Sicilia, è una delle più affascinanti d’Italia e nei piccoli borghi le tradizioni e gli usi tramandati sono ancora un vestito quotidiano
della sua gente. L’uomo siciliano deve mantenere sempre la testa alta, anche nei momenti più complicati della vita, mentre le donne restano
chiuse dentro e rimangono aggrappate alle consuetudini come un’ancora al fondale ed è difficile fargli cambiare mentalità perché hanno
timore di naufragare nella tempesta dei commenti
della gente.

MARISA TUMIA

Tutto nasce in una delle regioni più controverse del nostro paese: la cosiddetta Trinacria. Una di quelle terre che ami o odi. Controversamente meravigliosa e profondamente affascinante in quello che è l’essenza stessa che la caratterizzata.

Una famiglia, con le tante difficoltà legate ad un lavoro che non esiste ed una povertà compagna onnipresente, si trova a dover affrontare un viaggio di speranza verso regioni più floride e barcamena la vita difficile con spostamenti tra nord e sud.

I poli opposti di un paese che fa fatica a riconoscersi in una sola grande nazione.

La nostra storia parte da qui, raccontando un mondo ed una vita non sempre facile.

Tante convenzioni, regole non scritte e quel pesante senso del “già stabilito” che permea buona parte dei pensieri di tanti personaggi che circondano Luigia, la protagonista della storia.

Racconto intriso di profonde riflessioni, inquietudini, paure e considerazioni.

Viaggio coraggioso e profondo nelle viscere di una terra spesso troppo inesplorata come l’animo umano,anche inaspettato e sorprendente.

Ai tempi della scuola pensavo fossero tutti amici, ma col tempo ho capito che l’amicizia finisce quando entrano in campo certe verità che fanno male e non vorresti sapere, compromessi che dovresti percepire e giudizi dati a sproposito che emergono inopportuni. Gli interessi personali pesano sempre di più sul piatto della loro bilancia e non c’è volontà di equità.
Non mi è mai piaciuto dire mezze verità o bugie bianche, io sono sincera sempre, ogni secondo della mia vita, vorrei che fosse una
subordinata del mio carattere ma invece è il fulcro
della mia esistenza e gradirei che gli altri facessero
lo stesso con me. Sono sempre stata ingenua e credulona e per
me non esisteva la parola ”male”.

MARISA TUMIA

Una personalità silenziosamente tenace, quella della protagonista, che convive in una perenne dicotomia tra una realtà abbastanza complicata come quella di Geraci e quella del nord. Il paese siciliano è uno dei tanti dove tutti si conoscono e giudicano come una corte costituzionale tra le più integerrime e conservatrici. Una realtà dove un piccolo accenno di anticonformismo e rifiuto delle convenzioni viene visto come attacco insensato alle profonde e giuste regole di un perfetto equilibro.

Il nord, apparentemente progredito e all’avanguardia, a volte è solo un bel coperchio di una società altrettanto oppressiva e patriarcale.

In poche parole: cambia l’aspetto ma non la sostanza.

Certi pensieri sono come un cancro doloroso che si metastatizza all’interno delle coscienze creando un muro impenetrabile ad ogni possibile “rivoluzione”. Le donne devono stare al loro posto e possibilmente a bocca chiusa, lavorando, crescendo figli e mantenendo casa linda e pulita.

Vivere e sopravvivere in queste realtà è una lotta.

Ho capito che siamo diventati maestri nel sopravvivere e guru nel campare e per far quadrare quegli spicci, che si ha la fortuna di
guadagnare, potremmo dare qualche insegna-
mento ai nostri politici… noi si che sappiamo fare
i miracoli.

MARISA TUMIA

Una storia vera, profonda ed intensa che non lascia indifferenti. Un percorso difficile e complicato che racconta di una speranza che sa aspettare e ritagliarsi il suo momento di rivincita.

Un libro che lascia al lettore un profondo senso di conforto: nonostante tutto, la felicità può non essere un miraggio.

E le rivoluzioni possono partire anche da gesti semplici ma determinati e forti.

Si può anche essere eroi quotidiani in un mondo profondamente diseguale.

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