
“Chiudi gli occhi.
Davanti a te Gerusalemme.
Imponente, bianca,sospesa nel tempo. Passato e presente. Presente e futuro.”
Gerusalemme è definita, per antonomasia, La Città Santa, capitale giudaica tra il X e il VI secolo a.C., è la capitale contesa di Israele, città santa nell’Ebraismo, nel Cristianesimo e nell’Islam.
Si trova sull’altopiano che separa la costa orientale del Mar Mediterraneo dal Mar Morto, a est di Tel Aviv, a sud di Ramallah, a ovest di Gerico e a nord di Betlemme.

La Città Vecchia e le sue mura, considerate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, racchiudono in meno di un chilometro quadrato molti luoghi di grande significato religioso come il Monte del Tempio, il Muro del pianto, la Basilica del Santo Sepolcro, la Cupola della Roccia e la Moschea Al-Aqsa. Nel corso della sua storia, Gerusalemme è stata distrutta e ricostruita due volte ed è stata assediata, conquistata e riconquistata in decine di occasioni.
Fino alla fine della prima guerra mondiale fu occupata dagli ottomani, successivamente con la sconfitta dell’impero ottomano passò ai britannici, che istituirono il Mandato britannico della Palestina. In seguito alla guerra arabo-israeliana del 1948, le forze armate israeliane occuparono buona parte della porzione di terra assegnata secondo il piano di spartizione ONU allo stato arabo e le truppe giordane occuparono la Cisgiordania e la parte orientale di Gerusalemme fino al 1967, quando a seguito della guerra dei sei giorni la parte orientale di Gerusalemme, fino ad allora sotto dominio giordano fu conquistata dalle truppe israeliane; nel 1980 il parlamento israeliano approvò una legge fondamentale (l’equivalente di un emendamento costituzionale) che proclamava unilateralmente «Gerusalemme, unita e indivisa […]».
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nella risoluzione 478 ha definito la legge «nulla e priva di validità», «una violazione del diritto internazionale» e un «serio ostacolo al raggiungimento della pace in Medio Oriente»

All’interno della città di Gerusalemme è possibile identificare la Città Vecchia, circondata ancora oggi da mura difensive con camminamento perimetrale e passaggi obbligati (Porta Nuova, Porta di Damasco e Porta di Erode a nord; Porta dei Leoni e Porta d’Oro murata sulla fiancata della Spianata a est; Porta del Letame e Porta di Sion a sud; Porta di Giaffa a ovest) posta su quattro colline:
- a nord-ovest è presente il monte Golgota o Calvario, che con una propaggine meridionale detta “sperone centrale”, si insinua tra la valle del Tyropoeon e la valle trasversale. Lo sperone centrale è stato, fin dai tempi antichi, sede di mercato, difeso dalle Mura di Manasse nel 650 a.C. circa. Il Golgota fu usato stabilmente dai Romani per le crocifissioni, ai tempi extra moenia.
- a nord-est un complesso collinare che, col rilievo di nord-ovest, fu compreso nelle mura della città in epoca romana, sotto Vespasiano, prendendo il nome di “Città Nuova”.
- a sud-ovest c’è una grossa collina (detta “di Gareb”) che raggiunge i 770 m s.l.m., le cui falde meridionali e occidentali costituiscono la valle della Geenna. Il punto più basso di questa è alla confluenza col Cedron, e risulta intorno ai 600 m di altitudine. A nord si trova la valle trasversale che divide la collina di Gareb dai promontori settentrionali. In questa fu costruito l’acquedotto superiore (V-VI secolo a.C.), che portava le acque alla piscina di Migdal o Amygdalon. Già in periodo gebuseo la collina di Gareb prende nome di Urusalim.
- a sud-est si trova il complesso Sion-Ophel-Moria: si tratta di un rilievo a forma di clava con asse nord-sud, la parte più grossa e alta (raggiunge i 750 m di altitudine) rivolta a nord. È individuato dalla valle del Cedron sul lato est, e dalla valle centrale del Tyropoeon a ovest. Sion è la parte più bassa, il manico di questa clava, e qui fu fondato il nucleo originario della città. L’Ophel, spesso chiamato “Sion” per estensione del termine, è il nome dato al pendio che sale al monte Moriah, dov’è la spianata delle moschee (detta anche spianata del Monte del Tempio).
Sebbene Sion e Ophel costituissero il nucleo originario, si trovano al di fuori delle mura che individuano la cosiddetta Città Vecchia.

Il nome di Gerusalemme (Yerushalayim) potrebbe avere diverse etimologie:
- Il nome sembrerebbe derivare dalle radici semitiche yry e Shalem, letteralmente “fondazione di Shalim” (quest’ultimo una divinità cananea). Dal nome della divinità derivano l’ebraico Shalom e l’arabo Salam, “pace”, quindi il nome potrebbe significare “Città della Pace” o “Dimora della Pace”. Il suffisso -ayim indica un duale, il ché potrebbe riferirsi ai rilievi su cui era situata l’antica città.
- Nelle lettere di Amarna si fa menzione di un insediamento chiamato dagli egizi rwšꜣlmm, derivata dal cananeo Urušalimum, cioè altura della pace, questa rappresenta la prima menzione di Gerusalemme nella storia.
- Nella tradizione biblica e rabbinica deriverebbe da una combinazione delle parole Yireh (“luogo permanente”, nome dato al Monte Moriah) e Salem, il nome di una città cananea fondata da Sem e governata dall’enigmatico Melchisedec; in alternativa la città potrebbe essersi costituita dalla fusione tra la già citata Salem con la città di Gebus, eretta dal popolo dei Gebusei, ma non tutti concordano con questa interpretazione.
Un centro importante e nevralgico che non manca di affascinare e dividere.
Nato come punto d’incontro dei culti più importanti e purtroppo divenuto teatro di scontri sanguinosi tra di essi.
Un porto che dovrebbe essere di pace, lordato da secoli di guerre fratricide.

