Difendete le vostre idee, anche se queste potranno costarvi la morte -2

Voci a destra “Perché avete paura! Perché scappate!”.


Matteotti “Forse al Messico si usano fare le elezioni non con le
schede, ma col coraggio di fronte alle rivoltelle (Vivi rumori.
Interruzioni, approvazioni all’estrema sinistra). E chiedo scusa al
Messico, se non è vero! (Rumori prolungati) I fatti cui accenno si possono
riassumere secondo i diversi momenti delle elezioni. La legge elettorale
chiede… “.

Interruzioni, rumori


Greco “È ora di finirla! Voi svalorizzate il Parlamento!”.
Matteotti “E allora sciogliete il Parlamento”.
Greco “Voi non rispettate la maggioranza e non avete diritto di essere
rispettati”.

MatteottiCiascun partito doveva, secondo la legge elettorale,
presentare la propria lista di candidati… (Vivi rumori)”.

Maraviglia “Ma parli sulla proposta dell’onorevole Presutti”.
Matteotti “Richiami dunque lei all’ordine il Presidente! La
presentazione delle liste – dicevo – deve avvenire in ogni circoscrizione
mediante un documento notarile a cui vanno apposte dalle trecento alle
cinquecento firme. Ebbene, onorevoli colleghi, in sei circoscrizioni su
quindici le operazioni notarili che si compiono privatamente nello
studio di un notaio, fuori della vista pubblica e di quelle che voi
chiamate “provocazioni”, sono state impedite con violenza.

Rumori vivissimi

Bastianini “Questo lo dice lei!”.
Voci dalla destra “Non è vero, non è vero”.
Matteotti “Volete i singoli fatti? Eccoli: ad Iglesias il collega Corsi
stava raccogliendo le trecento firme e la sua casa è stata circondata…

Maraviglia “Non è vero. Lo inventa lei in questo momento”.
Farinacci “Va a finire che faremo sul serio quello .che non abbiamo fatto!”.
Matteotti “Fareste il vostro mestiere!”

Lussu “È la verità, è la verità!…”.
MatteottiA Melfi… (Rumori vivissimi – Interruzioni) a Melfi è stata
impedita la raccolta delle firme con la violenza (Rumori). In Puglia fu
bastonato perfino un notaio (Rumori vivissimi)”.

Aldi-Mai “Ma questo nei ricorsi non c’è! In nessuno dei ricorsi! Ho visto gli atti
delle Puglie e in nessun ricorso è accennato il fatto di cui parla l’on. Matteotti”.
Farinacci “Vi faremo cambiare sistema! E dire che sono quelli che vogliono la
normalizzazione!”. Matteotti “A Genova (Rumori vivissimi) i fogli con le firme già
raccolte furono portati via dal tavolo su cui erano stati firmati”.

Voci “Perché erano falsi”.


Matteotti “Se erano falsi, dovevate denunciarli ai magistrati!”.
Farinacci “Perché non ha fatto i reclami alla Giunta delle elezioni?”.
Matteotti “Ci sono”.

Una voce dal banco delle commissioni “No, non ci sono, li inventa lei”.

Presidente “La Giunta delle elezioni dovrebbe dare esempio di compostezza! I
componenti della Giunta delle elezioni parleranno dopo. Onorevole Matteotti,
continui”.

Matteotti Io espongo fatti che non dovrebbero provocare rumori. I
fatti o sono veri o li dimostrate falsi. Non c’è offesa, non c’è ingiuria per
nessuno in ciò che dico: c’è una descrizione di fatti”.

Teruzzi “Che non esistono!”.
MatteottiDa parte degli onorevoli componenti della Giunta delle
elezioni si protesta che alcuni di questi fatti non sono dedotti o
documentati presso la Giunta delle elezioni. Ma voi sapete benissimo
come una situazione e un regime di violenza non solo determinino i fatti
stessi, ma impediscano spesse volte la denuncia e il reclamo formale. Voi
sapete che persone, le quali hanno dato il loro nome per attestare sopra
un giornale o in un documento che un fatto era avvenuto, sono state
immediatamente percosse e messe quindi nella impossibilità di
confermare il fatto stesso. Già nelle elezioni del 1921, quando ottenni
da questa Camera l’annullamento per violenze di una prima elezione
fascista, molti di coloro che attestarono i fatti davanti alla Giunta delle
elezioni, furono chiamati alla sede fascista, furono loro mostrate le copie degli atti esistenti presso la Giunta delle elezioni illecitamente comunicate, facendo ad essi un vero e proprio processo privato perché
avevano attestato il vero o firmato i documenti! In seguito al processo
fascista essi furono boicottati dal lavoro o percossi

Rumori, interruzioni
Voci a destra “Lo provi”.

Matteotti “La stessa Giunta delle elezioni ricevette allora le prove del
fatto. Ed è per questo, onorevoli colleghi, che noi spesso siamo costretti
a portare in questa Camera l’eco di quelle proteste che altrimenti nel
Paese non possono avere alcun’altra voce ed espressione. (Applausi
all’estrema sinistra) In sei circoscrizioni, abbiamo detto, le formalità
notarili furono impedite colla violenza, e per arrivare in tempo si
dovette supplire malamente e come si poté con nuove firme in altre
provincie. A Reggio Calabria, per esempio, abbiamo dovuto provvedere
con nuove firme per supplire quelle che in Basilicata erano state
impedite”.

Una voce dal banco della giunta “Dove furono impedite?”.

Matteotti “A Melfi, a Iglesias, in Puglia… devo ripetere? (Interruzioni,
rumori) Presupposto essenziale di ogni elezione è che i candidati, cioè
coloro che domandano al suffragio elettorale il voto, possano esporre,
in contraddittorio con il programma del Governo, in pubblici comizi o
anche in privati locali, le loro opinioni. In Italia, nella massima parte dei
luoghi, anzi quasi da per tutto, questo non fu possibile”.

Una voce “Non è vero! Parli l’onorevole Mazzoni! (Rumori)”.

Matteotti “Su ottomila comuni italiani, e su mille candidati delle
minoranze, la possibilità è stata ridotta a un piccolissimo numero di casi,
soltanto là dove il partito dominante ha consentito per alcune ragioni
particolari o di luogo o di persona. (Interruzioni, rumori). Volete i fatti? La
Camera ricorderà l’incidente occorso al collega Gonzales”.

Teruzzi “Noi ci ricordiamo del 1919, quando buttavate gli ufficiali nel
Naviglio. lo, per un anno, sono andato a casa con la pena di morte sulla testa!”.

Matteotti “Onorevoli colleghi, se voi volete contrapporci altre
elezioni, ebbene io domando la testimonianza di un uomo che siede al
banco del Governo, se nessuno possa dichiarare che ci sia stato un solo
avversario che non abbia potuto parlare in contraddittorio con me nel
1919″.

Voci “Non è vero! non è vero!”.


Finzi, sottosegretario di Stato per l’interno “Michele Bianchi! Proprio lei
ha impedito di parlare a Michele Bianchi!”.

Matteotti “Lei dice il falso! (Interruzioni, rumori) Il fatto è
semplicemente questo, che l’onorevole Michele Bianchi con altri teneva
un comizio a Badia Polesine. Alla fine del comizio che essi tennero.
sono arrivato io e ho domandato la parola in contraddittorio. Essi
rifiutarono e se ne andarono e io rimasi a parlare. (Rumori, interruzioni)”.

Finzi “Non è così!”.
Matteotti “Porterò i giornali vostri che lo attestano”.
Finzi “Lo domandi all’onorevole Merlin che è più vicino a lei! L’onorevole
Merlin cristianamente deporrà”.

MatteottiL’on. Merlin ha avuto numerosi contraddittori con me, e
nessuno fu impedito e stroncato. Ma lasciamo stare il passato. Non
dovevate voi essere i rinnovatori del costume italiano? Non dovevate voi
essere coloro che avrebbero portato un nuovo costume morale nelle
elezioni? (Rumori) e, signori che mi interrompete, anche qui
nell’assemblea? (Rumori a destra)”.

Teruzzi “È ora di finirla con queste falsità”.
MatteottiL’inizio della campagna elettorale del 1924 avvenne
dunque a Genova, con una conferenza privata e per inviti da parte
dell’onorevole Gonzales. Orbene, prima ancora che si iniziasse la
conferenza, i fascisti invasero la sala e a furia di bastonate impedirono
all’oratore di aprire nemmeno la bocca. (Rumori, interruzioni, apostrofi)”.
Una voce “Non è vero, non fu impedito niente (Rumori)”.

Matteotti “Allora rettifico! Se l’onorevole Gonzales dovette passare 8
giorni a letto, vuol dire che si è ferito da solo, non fu bastonato. (Rumori,
interruzioni) L’onorevole Gonzales, che è uno studioso di San Francesco,
si è forse autoflagellato! (Si ride. Interruzioni) A Napoli doveva parlare…
(Rumori vivissimi, scambio di apostrofi fra alcuni deputati che siedono all’estrema
sinistra)”.

Presidente “Onorevoli colleghi, io deploro quello che accade. Prendano posto e
non turbino la discussione! Onorevole Matteotti, prosegua, sia breve, e concluda”.

Matteotti “L’Assemblea deve tenere conto che io debbo parlare per
improvvisazione, e che mi limito…”.

Voci “Si vede che improvvisa! E dice che porta dei fatti!”.


Gonzales “I fatti non sono improvvisati! (Rumori)”.
Matteotti Mi limito, dico, alla nuda e cruda esposizione di alcuni fatti.
Ma se per tale forma di esposizione domando il compatimento
dell’Assemblea… (Rumori) non comprendo come i fatti senza aggettivi e
senza ingiurie possano sollevare urla e rumori. Dicevo dunque che ai
candidati non fu lasciata nessuna libertà di esporre liberamente il loro
pensiero in contraddittorio con quello del Governo fascista e accennavo
al fatto dell’onorevole Gonzales, accennavo al fatto dell’onorevole
Bentini a Napoli, alla conferenza che doveva tenere il capo
dell’opposizione costituzionale, l’onorevole Amendola, e che fu
impedita… (Oh, oh! – Rumori)”.

Voci da destra “Ma che costituzionale! Sovversivo come voi! Siete d’accordo
tutti!”.

Matteotti “Vuol dire dunque che il termine “sovversivo” ha molta
elasticità!”.

Greco “Chiedo di parlare sulle affermazioni dell’onorevole Matteotti”.

Matteotti “L’onorevole Amendola fu impedito di tenere la sua
conferenza, per la mobilitazione, documentata, da parte di comandanti
di corpi armati, i quali intervennero in città …”.

Presutti “Dica bande armate, non corpi armati!”.
Matteotti “Bande armate, le quali impedirono la pubblica e libera
conferenza. (Rumori) Del resto, noi ci siamo trovati in queste condizioni:
su 100 dei nostri candidati, circa 60 non potevano circolare liberamente
nella loro circoscrizione!”.


Voci di destra “Per paura! Per paura! (Rumori – Commenti)”.

Farinacci “Vi abbiamo invitati telegraficamente!”.
Matteotti “Non credevamo che le elezioni dovessero svolgersi
proprio come un saggio di resistenza inerme alle violenze fisiche
dell’avversario, che è al Governo e dispone di tutte le forze armate!
(Rumori) Che non fosse paura, poi, lo dimostra il fatto che, per un
contraddittorio, noi chiedemmo che ad esso solo gli avversari fossero
presenti, e nessuno dei nostri; perché, altrimenti, voi sapete come è
vostro costume dire che “qualcuno di noi ha provocato” e come “in
seguito a provocazioni” i fascisti “dovettero” legittimamente ritorcere
l’offesa, picchiando su tutta la linea! (Interruzioni)”.


Voci da destra “L’avete studiato bene!”.

Pedrazzi “Come siete pratici di queste cose, voi!”.
Presidente “Onorevole Pedrazzi!”.
Matteotti “Comunque, ripeto, i candidati erano nella impossibilità di
circolare nelle loro circoscrizioni!”.

Voci a destra “Avevano paura!”.

Turati Filippo “Paura! Sì, paura! Come nella Sila, quando c’erano i briganti,
avevano paura (Vivi rumori a destra, approvazioni a sinistra)”.


Una voce “Lei ha tenuto il contraddittorio con me ed è stato rispettato”.

Turati Filippo “Ho avuto la vostra protezione a mia vergogna! (Applausi a
sinistra, rumori a destra)”

Fine seconda parte

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