
La musica neomelodica è un genere musicale nato a Napoli e diffuso in diverse zone del Sud Italia che ha le sue origini nell’evoluzione della canzone classica napoletana e della musica popolare locale.
Si sviluppa in particolare tra gli anni ’70 e ’80, in un periodo di intensa sperimentazione nella musica napoletana. Un genere che non ha spesso incontrato il gusto, e, non lo nego, anche a causa di una certo pregiudizio.
Anche a causa di molte e straordinarie inchieste giornalistiche, molta musica neomelodica si è scoperto fosse foraggiata dalla camorra.
Ma con questo non significa che tutti i cantanti siano appartenenti alle cosce: è questo è bene ribadirlo e puntualizzarlo.

Ma come nasce il genere?
La musica neomelodica si forma a Napoli, come evoluzione della canzone partenopea tradizionale, che ha radici profonde nella cultura popolare e nei canti rituali.
Essa è legata a un periodo di cambiamenti sociali ed economici, che ha visto la diffusione del contrabbando e la nascita di una nuova scena musicale.
E’ influenzata dalla canzone classica napoletana, dalla musica popolare e dalla sceneggiata, un genere televisivo popolare.
Tra i primi artisti che hanno contribuito a definire il genere, troviamo Patrizio, Gigi Finizio, Nino D’Angelo, Mauro Nardi, Carmelo Zappulla e Franco Moreno.
Le melodie sono spesso intense e malinconiche, con la presenza di testi che trattano temi legati all’amore, alla nostalgia e alla vita quotidiana, e una forte influenza della canzone classica napoletana.
La musica neomelodica è diffusa in diverse zone del Sud Italia, grazie anche alla sua adozione come simbolo identitario da parte degli emigranti.
Strumento di condivisione, divertimento ed appartenenza.

