
Esiste un sentiero nascosto in un magico e tragico bosco.
Disincanto, principessa d’inventi
Le spoglie chiome di alberi oscuri negano il sole alle anime
perse,
pari a foglie disperse.
Tra i rovi, le rose come spose divine, piangono lacrime intrecciate di spine.
Cuori di pietra sotto forma di massi, sono grida d’aiuto, scolpite
e sopite nel dolore più acuto.
Dalla sorgente sgorga sangue malato che infetta il terreno con
insano veleno.
Un cancello logorato dal tempo inibisce l’ingresso alla realtà di
un invento, disegnato dalla mano del vento.
La luce è oscurata da una nube velata, le stelle violate da sentinelle stregate, alle forze del bene è vietato l’accesso, al giardino
incantato dal male protetto.
Disincanto, di un tempo passato abusato da uomini all’apparenza di demoni, sulla via delle tenebre, sotto un manto di cenere.
Nel silenzio, attendo
Le raccolte poetiche sono tra le opere più sorprendenti e suggestive del panorama letterario italiano. Esse possono racchiudere miscellanee di stili, ambientazioni e attingere dai molteplici aspetti della realtà e non solo. Frutto di momenti ma anche di eventi che hanno scaturito questa meraviglia sui generis.
Eh già perché queste creazioni letterarie oltrepassano il genere in cui la mente umana, troppo spesso limitata e contorta, tende ad inglobarle o, meglio, a soffocarle pesantemente.
Sono sempre qualcosa di unico, irripetibile e mai l’una uguale all’altra.
In quest’opera la scrittrice, Sara Brillante, ci porta nel suo mondo: permettendoci così una totale immersione nell’anima e nei pensieri che le attraversano il cuore.
Non solo, l’opera in questione è un perfetto equilibrio tra prosa narrativa e poesia in un crescendo di emozioni e sorprese.

In un tempo non circoscritto, dove il reale potrebbe essere considerato mera illusione, mi congiungo con l’ipotetico immaginario attraverso una nuova estensione.
Reincarnata principessa d’inventi
Il file è corrotto, l’istante interrotto, annullo la mia attuale personalità e, nell’osservare la pellicola trascendentale, mi identifico con un personaggio; non di certo uno a caso, bensì l’altra
me, colei che è già esistita in un’epoca antica e la riporto in auge
mediante il flashback.
La narrazione stupisce ed appassiona il lettore perché si mostra sempre sotto mille forme. Ora poesia, ora prosa e persino illustrazioni. L’autrice si dimostra di essere poliedrica, curiosa e in possesso di un dinamismo assolutamente fuori dal comune.
Qualcosa di straordinariamente unico e preziosamente straordinario che difficilmente si trova, soprattutto considerando che ogni genere viene sviluppato in modo fluido, accattivante e sinergico agli altri.
E la trama racchiude in sè il senso ultimo di tutto, senza che però trapeli nulla dal flusso della trama. Si deve leggere ogni pagina per comprendere il senso intrinseco e preponderante di tutto l’insieme.
Un viaggio ci permette di guardare anche dentro di noi, alla scoperta di ciò che spesso mettiamo a tacere per paura. Nel nome di una vera liberazione dell’anima che si compie solo attraverso la catarsi totale in opere come questa.
Sciolgo le rime al soffio arso del vento,
sospesa. principessa d’inventi
mentre al di là del tempo e tra le stelle
chiedo al mio mondo il voto del silenzio!
Domando scusa verso le parole
che dono al cielo in segno di rispetto,
per chi è morto senza un funerale
o per chi ancora lotta contro il male
tra eterni scontri e vite in agonia.
Io sento, affranta e sola nel tormento
il caldo odore esangue che ancor scorre
nel suo torpore, lungi dal tepore
di bionde spighe nate in un bel campo,
e amate sotto i raggi della pace

