La maschera più famosa del mondo

Per decenni, il suo volto fu un segreto.
Il suo nome, un sussurro proibito.
La sua esistenza, una vergogna rinchiusa nel ferro.

Ma chi era davvero una delle figure più misteriose che attraversano il regno di Luigi XIV?

Un sovrano amato ed odiato al tempo stesso, che teneva al potere più di ogni altra cosa e renderlo sacro ed inviolabile fu la missione di una lunga vita. Esistenza spesa a rendersi un dio moderno attorno allo sfarzo mai visto prima. Nessun privato al mondo, nemmeno Musk o Bezos, potrebbe ricostruire e mantenere una struttura simile a Versailles.

Nessuna reggia al mondo compete con sfarzo, grandezza e stupore.

Ma questo potere nascondeva anche un segreto?

Durante i fasti del regno di Luigi XIV, un uomo fu rinchiuso nelle prigioni più temute di Francia presso la Bastiglia. Nessun nome.

Un numero e una menzione “l’uomo dalla Maschera di Ferro” e una condizione aberrante.
Sempre sorvegliato.
Sempre isolato.
Sempre nascosto… dietro una maschera.

C’era chi diceva fosse di velluto nero.
Altri giuravano che fosse di ferro.
Ma ciò che nessuno sapeva spiegare era chi fosse davvero.

Nei secoli se ne vociferò di ogni. Affascinando scrittori, registi e teorici della cospirazione.

Chi era l’uomo che, nonostante la prigione e le condizioni miserrime ebbe sempre un occhio di riguardo con confessore privato, alimentazione buona e costante e una servetta al seguito?
Un fratello gemello del re?
Un nobile traditore?
Un militare caduto in disgrazia?

Di certo si sa solo che quel prigioniero visse oltre 30 anni in isolamento completo dagli altri detenuti, nessuno potè mai vederlo da vicino.

Fu leggenda fin dall’ingresso alla Bastiglia.
Solo senza ma senza mai poter mostrare il volto né dire il proprio nome.
Qualcuno pensa che solo il re sapesse il suo nome…ma fu davvero così?

Morì nel 1703, sepolto sotto il nome falso di “Marchioly”.
Nessun funerale.
Nessun volto.
Nessuna storia.

Eppure, la sua leggenda ha sfidato il tempo.

Un volto scomodo come pochi, un segreto unico che mai forse nessuno potrà conoscere.

Voltaire la raccontò.
Dumas la reinventò.
Il cinema la rese immortale.
E ancora oggi, nei meandri degli archivi e dei miti, la sua figura ci ricorda che anche i re più potenti temevano qualcosa più della guerra: il potere della verità.

Una verità che, se fosse rivelata, avrebbe forse distrutto lo stesso potere del Re Sole?

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