Un artista dell’immagine, uno scrittore dell’anima.

Ritrovare le proprie radici permette di recuperare il senso più riposto dell’esistenza.

Alessandro Quasimodo, Prefazione al libro.

E’ per me un grande onore tornare a raccontare di Giancarlo Frisoni e della sua opera. Scrittore che sa combinare perfettamente assieme poetica e immagini, rendendo interattivamente intima ogni lettura.

Poesia, pittura e fotografia attraverso il suo percorso, pregne di un grande amore ed una profonda venerazione all’arte stessa. Si percepisce quanto amore egli riponga in ogni sua creazione, si respira profumo di meraviglia delicata e profonda.

Perché essa non è solo un percorso per immagini, ma una scoperta del mondo e del proprio cuore. Catturando momenti, si cattura anche qualcosa di proprio.

Si capisce come l’autore non si accontenti mai dei limiti del reale ma voglia sempre andare oltre quel confine a cui spesso si condanna ogni visione. Rifiutando convenzioni e schemi preclusi e carcerieri, per volti versi Prometeo nel voler dare il fuoco della passione nell’approcciarsi ad ogni forma d’arte.

Indagando una semplicità data mostruosamente per scontata ma che cela  un infinito universo di bellezza infinita.

Quasi senza accorgersene viviamo nello stupore e lo diamo orribilmente per scontato.

Non hai visto l’ultima neve,
io non ricordo la tua,
forse migliore, con il bianco di una pagina pulita,
il gioco della luce sulle facce.
Ma tutto si ripete,
tra solchi e tagli di ruote
indifeso a cercare
terra dura sotto i piedi,
il tuo volto di pane
quel gesto debole di mani
che non lascia andare via.
Riconosco l’enigma tolto il corpo
il messaggio di una neve solamente,
ma raccolto d’amore
posso solo immaginare.
Tutto torna poi alla terra, al cielo.

Giancarlo Frisoni

Le parole sono nude, viscerali, intense e coinvolgenti: scavano nel profondo e tagliano l’anima.

Non hanno filtri perché conducono nei meandri dell’anima, quelli in cui nessuno osa entrare e nemmeno pensa di addentrarsi. Sono poesie contraddistinte da suoni diversi e variegati, la cui esposizione si caratterizza per la presenza di diverse allitterazioni, pause, enfasi e iperboli.

Prosa poetica che diventa una musica nell’esposizione, al pari delle emozioni che ogni essere umano vive nella propria carne. 

La vita è uno scrigno di tesori e riflessioni che basta saper ascoltare.

E noi essere umani siamo tra le creature con maggior sordità d’anima.

Non parli non ascolti parole
costringi a cercarti, tu sei fiume
che bagni il mio tronco
e naufrago ho l’acqua negli occhi,
impetuosa.
Sapevo che saresti venuta a saccheggiare i frutti d’estate,
senza coraggio di coglierli o lasciarli
hai aspettato a sentire il tonfo.
Sarà uguale e sempre sarà nuovo,
la forza nella certezza di un altro dolore
la buia terra farà altra carna,
nati e rinati da quella madre feroce
che alleva la vita, la mort
e.

Giancarlo Frisoni

Descrivere le emozioni e i sentimenti non è cosa facile, e pochi artisti sanno farlo.

Ma scavare nel profondo attraversando ogni forma d’arte è qualcosa di superlativo ed intenso.

Trascende ogni confine. Colpisce e scuote, come una magia.

Incanto coraggioso di chi sa che la realtà non è mai quella che si vede.

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