
La “Strage degli Innocenti” di Rubens è un dipinto che raffigura l’episodio biblico in cui re Erode ordina l’uccisione di tutti i bambini maschi a Betlemme per eliminare il neonato Gesù.
Il pittore, influenzato dal suo soggiorno in Italia, in particolare da Caravaggio, realizza un’opera intensa e drammatica, caratterizzata da un forte dinamismo, un uso marcato del chiaroscuro e una ricca cromia. Il dipinto trasmette il terrore e la violenza dell’evento, mostrando un vortice di emozioni e movimenti concitati.
L’opera, realizzata all’inizio del XVII secolo, è un esempio significativo dell’arte barocca influenzata dal suo soggiorno in Italia tra il 1600 e il 1608.
Essa trae ispirazione all’episodio narrato nel Vangelo secondo Matteo, in cui il re Erode, temendo la profezia della nascita di un nuovo re dei Giudei, ordina il massacro dei bambini maschi a Betlemme. Rubens, con la sua rappresentazione, vuole evocare il terrore e la disperazione di questo evento, utilizzando un linguaggio visivo potente e drammatico.

Una scena concitata, con soldati romani che uccidono i bambini, mentre le madri cercano disperatamente di proteggerli. Dramma disumano, scomposto e senza una logica. Rubens utilizza linee diagonali e movimenti vorticosi per creare un senso di caos e frenesia, coinvolgendo lo spettatore nel dramma della scena. La forte espressività dei personaggi, il chiaroscuro e la ricchezza cromatica contribuiscono a rendere l’opera particolarmente intensa ed emotivamente coinvolgente. Esempio di come il, pittore pur basandosi su un tema religioso, riesca a creare un’immagine di grande impatto visivo e drammatico, utilizzando tecniche e stilemi propri della pittura barocca.
La “Strage degli Innocenti” di Rubens è un’opera potente e drammatica che, attraverso l’uso di tecniche pittoriche innovative e una rappresentazione intensa del soggetto biblico, trasmette il dolore e la violenza dell’evento, lasciando un forte impatto emotivo sullo spettatore.
Un quadro che oltrepassa un episodio religioso per invitare lo spettatore a riflettere su alcuni drammi insensati e devastanti.
Che, purtroppo, rappresentano anche l’attualità del nostro oggi.

