
Casualmente ho scoperto una storia di fede e coraggio che vede coinvolti due personaggi inaspettati. Scoprendo le storie di alcuni santi penso si possa evincere quanto la forza, la resilienza e la fede possano davvero essere ossigeno per l’anima.
Perché credo che la vita di un santo o di un beato non sia esempio solo per la religione, ma anche per tutta l’umanità: sono persone che hanno lottato, perso talvolta la vita e perseguito uno scopo.
Se solo si guardasse oltre ogni preconcetto. Ma andiamo avanti…
Santi Quirico e Giulitta sono due martiri cristiani, madre e figlio, venerati per la loro fede incrollabile durante le persecuzioni romane. Una vicenda molto antica che si perde tra le narrazioni dei primi martiri cristiani.
La loro storia, narrata in vari testi agiografici, racconta di come Giulitta, una nobildonna cristiana, e il piccolo Quirico, di soli tre anni, subirono il martirio per non aver rinnegato la loro fede, morendo entrambi a Tarso sotto l’imperatore Diocleziano.
Ai tempi non erano inusuali eccidi ogni giorno in quanto la “minaccia cristiana” era da reprimere ad ogni costo. Anche se oggi, la tomba di Pietro è il centro della cristianità e Roma, che in tempi antichi fu teatro di ogni genere di persecuzioni, la capitale.

Una vicenda singolare quella di mamma e figlio.
La donna, vedova e cristiana, viveva con suo figlio Quirico ad Iconio (nell’attuale Turchia). Durante le persecuzioni, fuggì con il bambino verso Tarso, ma qui furono riconosciuti e arrestati. Portati davanti al governatore Alessandro, Giulitta rifiutò di abiurare il cristianesimo, subendo torture e condanna a morte. Il piccolo Quirico, alla domanda del giudice se fosse cristiano, rispose con coraggio affermando di esserlo, scatenando l’ira del governatore, che lo uccise gettandolo a terra.
Tutto davanti alla madre inerme e prigioniera.
Giulitta, sconvolta ma sempre fedele alla sua fede, accettò il martirio per decapitazione.
Il loro è un esempio di fede e coraggio, soprattutto per la giovane età del bambino, reso ancora più toccante dal dolore della madre che assiste alla morte del figlio.
La loro storia si diffuse rapidamente e il loro culto si diffuse in diverse regioni, dalla Francia all’Italia. La cosa singolare è che il culto ha celebrazioni differenti: è celebrato il 16 giugno in Occidente e il 15 luglio in Oriente.

La loro storia e la loro venerazione sono testimoniate da numerose chiese a loro dedicate, come la chiesa di Tor de’ Conti a Roma e da monasteri, come quello che conserva il cranio di Quirico ad Atene.
Esempio di fede incrollabile continua ad ispirare i fedeli e ad essere raccontato.
Una scelta di fede e coraggio che attraverso i secoli con la forza dell’amore.

