Euronymous: il principe delle tenebre

Ci sono storie che ti penetrano e dentro e rimango tatuate nel cuore. La mia ha un nome ed è quello di Øystein Aarseth  meglio conosciuto nel mondo come Euronymos, chitarrista e cofondatore del gruppo black metal norvegese Mayhem.

Al contrario di come molti pensano, il black metal è una musica che sa andare oltre le convenzioni e spingere l’uomo al limite. Quel limite a cui la mente si autocondanna per paura ancora di non ho capito cosa. Ascoltarla è un viaggio negli abissi dell’anima e del sapere, quello vero. Ho sempre odiato fermarmi i dogmi storici, e non per presunzione.

Personalmente credo che la conoscenza debba necessariamente prescindere da ogni preconcetto ed indagare sotto ogni ambito: religioso, sociologico, musicale, antropologico e culturale..

Se non è scevra la mente da ogni cosa nel suo apprendimento, non può definirsi libera.

Euronymos diede vita anche a un’etichetta discografica, la Deathlike Silence Productions e un negozio di dischi di nome Helvete (in norvegese la parola significa “Inferno”). Quest’ultimo divenne un punto di ritrovo e condivisione di tutti gli appassionati del genere in quanto lo stesso chitarrista amava scoprire nuovi talenti.

Contribuì alla crescita e alla diffusione del genere black metal in Scandinavia ma anche in tutto il mondo, grazie ad una comunicazione innovativa e successivamente grazie all’intera vicenda, il cui eco dura ancora nonostante siano passati più di trent’anni.

Difatti, i Mayhem ebbero un notevole successo tra il loro pubblico e qualche anno dopo la loro fondazione, fecero entrare nel gruppo Dead, una figura maledetta e al tempo stesso leggendaria e di cui parleremo successivamente.

Sul protagonista della storia, tanto si è detto e scritto.

Chi riferisce che possedeva un carisma molto malvagio e grazie ad esso riuscì a riunire una cerchia di seguaci che a partire dal 1992 iniziarono a dare fuoco alle chiese cristiane e a compiere atti vandalici, profanazioni di tombe e, nella persona di Burzum, anche un omicidio.

Così nacque il leggendario Black Metal Inner Circle di cui Euronymous era stato padre ed ideatore. Composto da ragazzi giovani e che veneravano il loro leader in modo incondizionato.

Altri invece, soprattutto amici e parenti del ragazzo, raccontano una versione abbastanza differente. E le due facce dell’esistenza del protagonista cozzano come gli antagonisti di ogni storia.

L’Inner Circle non era nient’altro che una setta di persone seguaci del satanismo acido e del black metal che si riuniva per divertirsi e, talvolta, dare fuoco alle chiese.

Euronymous si definiva seguace del satanismo teologico. Rifiutava qualunque collegamento al satanismo razionalista e si considerava una persona religiosa; le sue idee derivavano infatti dal dogma cattolico, sebbene in maniera alquanto discutibile e reinterpreta personalmente.

Il chitarrista dichiarava che gli attacchi alla religione cristiana, come i roghi di chiese, avevano lo scopo di incitare la rinascita di un fondamentalismo cristiano, per provocare i cristiani e costringerli a uno scontro finale, una guerra teologica.

La deriva, forse, fu innestata da uno dei personaggi più deviati di tutta la vicenda.

Varg Vikernes, ragazzo con evidenti problemi mentali, (cantante e unico membro della one man band Burzum) arriverà, alla fine, ad uccidere Euronymous, colpevole, secondo lui, di non perseguire appieno i veri ideali di purezza della setta.

L’uomo, nel tempo, negherà l’esistenza di questa setta ma resta il fatto che a partire dal 1992 una serie di chiese norvegesi furono date alle fiamme in roghi dolosi provocati da musicisti e fan del black metal.

I fatti di cronaca e giudiziari attestano che Euronymous presenziò al rogo della Cappella di Holmenkollen insieme a Varg Vikernes e Bård Faust che furono in seguito condannati per l’incendio dopo la morte di Euronymous.

Vikernes ed Euronymous avrebbero anche pianificato di far esplodere una bomba all’interno della cattedrale di Nidaros. Ma di quest’ultimo piano non vi è traccia se non nelle testimonianze di Varg.

La storia di Euronymous e dei Mayhem, qualsiasi sia la verità, il racconto di un sogno, anche malato, di verità senza limiti.

E il tempo ha reso immortale questa vicenda.

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