Ashley Madison e l’ipocrisia di chi sta sempre dalla parte giusta (con la merda dietro alle spalle)

Sull’onda del vomito che mi suscitato la vicenda della coppia beccata al concerto dei Coldplay ho voluto vedere questa produzione di Netflix sul caso Ashley Madison.

Apparentemente due storie totalmente diverse da loro, ma accomunate da un grande filo conduttore: la nostra facilità a formulare un giudizio non richiesto.

Ma chi è Ashley Madison, o meglio cosa è?

Non è l’amante focosa della situazione, ma un sito di incontri per avventure. Praticamente il nonno di Gleeden.

Un luogo dove, previo pagamento e registrazione, si poteva chattare in piena libertà.

Moralmente sbagliato? E chi lo dice?

Sapete quanto sia facile giudicare un tradimento senza comprendere che, quando si tradisce è perché si è rotto qualcosa.

Molti forse lo fanno per abitudine, altri cercando una sorta di pace e sollievo.

Magari vivono accanto a partner abusanti, e hanno visto il loro mondo crollare letteralmente.

Perché ci sono cose ben peggior di un tradimento.

E’ sicuramente una mancanza di rispetto e un comportamento poco corretto, ma non tutto è come sembra.

La serie Netflix analizza la genesi di questo sito, il successo, la caduta e il danno finale.

Ossia l’attacco hacker che mise in ginocchio il sito e diffuse migliaia di dati privati.

Quindi distruggendo la reputazione di persone che si erano iscritte al sito.

La trovate anche voi una certa analogia con i fatti recenti?

Nel caso del sito uomini e donne vennero privati del loro diritto di replica e sbugiardati senza pietà da quella società benpensante che vede il tradimento alla pari di un omicidio.

Ma che si dimentica di quanto sangue viene versato in guerre e acquista ogni genere di oggetto su siti la cui produzione viene fatta al limite dello schiavismo.
Ah, quanto è meschina l’ipocrisia.

Meglio scagliarsi contro un uomo, debole, a caccia di qualche foto spinta o verso una donna che cerca un’avventura.

Alcuni uomini, padri di famiglia e persone esemplari, si suicidarono solo per la vergogna.

E qui sottopongo una riflessione.

Per quanto, come ho ribadito, non sia onorevole tradire, è giusto sottoporre la persona ad una gogna assurda? E’ giusto metterla pubblicamente con le spalle al muro, senza avere un minimo di empatia?

Io non credo, perché tutti possono vacillare. Tutti, anche quello che dice di non farlo.

E ricordatevi sempre che chi si vanta di non farlo è perché ha nascosto bene la sua merda.

Lascia un commento