
Cesidio Gentile, detto “Jurico” (1847-1914), è stato un poeta-pastore di Pescasseroli (AQ) noto per la sua vasta produzione poetica, composta da migliaia di versi.
La sua opera, purtroppo in gran parte dispersa, è stata raccolta e studiata da appassionati e studiosi. Jurico era soprannome legato all’abilità del nonno e, per estensione, sua, nel campo della medicina popolare, e venne considerato un esempio di letteratura popolare e figura di spicco nella cultura abruzzese.
Nacque a Pescasseroli il 28 giugno 1847 e fin dall’età di otto anni fece il pastore, un’esperienza che influenzò profondamente la vita e produzione letteraria.
Nonostante la mancanza di istruzione formale, l’uomo imparò a leggere e scrivere da autodidatta, sviluppando un forte interesse per la letteratura.

Jurico scrisse migliaia di versi, spesso ispirati dalla sua vita, dalla natura e dalle tradizioni popolari e morì il 14 ottobre 1914 a Civitanova del Sannio (IS), cadendo da cavallo mentre si prendeva cura delle sue pecore.
La maggior parte della sua opera poetica è rimasta inedita, ma è stata oggetto di studio e raccolta da appassionati e studiosi.
Non mancano ricerche in questo senso e analisi da parte di molti appassionati.
Una parte della sua produzione fu pubblicata nel 1904 nel volume della leggenda Marsicana.
Esistono saggi e studi che analizzano la sua biografia, la sua produzione poetica e il suo contributo alla letteratura popolare e all’antropologia.
La sua figura è stata oggetto di interesse anche nel mondo del cinema e della documentaristica, sicuramente attenzionata da una recente produzione cinematografica.
Una storia ed una vita ancora tutta da raccontare.
Un uomo che scelse la poesia per essere libero da un destino già scritto.

