
Venne diffusa solo il 7 agosto, forse per nascondere l’orrore e la vergogna nell’aver causato il disastro.
Da quel momento nulla fu più come prima: il 6 agosto 1945, gli Stati Uniti sganciarono la bomba atomica “Little Boy” su Hiroshima, in Giappone, segnando un tragico evento nella storia mondiale.
L’ordigno, che esplose a mezz’aria, causò una devastazione immediata, uccidendo decine di migliaia di persone e causando danni estesi alla città. Tre giorni dopo, il 9 agosto, un’altra bomba atomica fu sganciata su Nagasaki, portando alla resa del Giappone e alla fine della Seconda Guerra Mondiale nel Pacifico.
Fu un’ecatombe di vite i cui dati, al giorno d’oggi, non mai stati ufficializzati del tutto.

Alle ore 8:16 il bombardiere B-29 “Little Boy”, chiamato Enola Gay, sganciò da la bomba.
Essa esplose a circa 600 metri sopra il centro della città, causando un’enorme esplosione, calore intenso e radiazioni.
Si stima che tra 70.000 e 80.000 persone siano morte immediatamente, e altrettante nei mesi e anni successivi a causa delle ferite e delle radiazioni.
Vennero circa il 70% degli edifici della città.
L’attacco a Hiroshima e Nagasaki fu un fattore decisivo nella resa del Giappone, segnando la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Purtroppo, è tuttora ricordato come uno dei momenti più tragici e significativi del XX secolo, sollevando questioni etiche e morali sull’uso delle armi nucleari.
Uno degli eventi che segnarono il corso della storia, in un modo su cui ancora oggi abbiamo da dibattere.

