
La dolcissima maga
LA DOLCISSIMA MAGA (Anna) giuseppe maimone
sale sul palco.
Uno scroscio di applauso
toglie l’imbarazzo.
Compie mille acrobazie
e con la bicicletta
percorre la strada
delle fantasticherie.
Il suono delle trombe
la commuove
e il sole l’accarezza
con i suoi raggi
pieni di amore.
Indossa un abito
da lei disegnato:
un abito da maga,
un abito lindo
da sogno incantato.
L’uomo attraverso la poesia ha sempre cercato di illuminare il mondo e di renderlo un luogo migliore. Con la forza e la passione della parola è possibile creare dei veri e propri capolavori. Scrivere diventa dunque uno strumento prezioso per scrutare dentro l’anima e ritrovarsi pian piano.
Una magia tutta umana, di cui spesso ci dimentichiamo.

Case di successi,
PAESE, Giuseppe Maimone
baracche di sconfitte,
palazzi in costruzione,
ruderi d’incostanza,
muri divelti,
strade tracciate
ed io, l’unico operaio,
per edificare
il paese della mia vita
con le mani oranti
madide di sudore.
Questo libro è opera delicata di pensieri, espressioni e momenti di vita. Raccontati senza filtri e con la passione di una fede viva e presente.
Un percorso di vita unico e prezioso di cui l’ autore ci rende partecipi. Componimenti che toccano diverse tematiche, anche molto personali, in modo diverso. E’ interessante scoprire la varietà dei versi e la loro evoluzione. Alcune sembrano canzoni, altre sceneggiature.

La città dei miei sogni
LA CITTA’ DEI MIEI SOGNI, Giuseppe Maimone
è disseminata di alberi
e non vi sono palazzi.
Ogni uomo vive
in una lacrima di gioia
lungo la strada
disegnata dall’arcobaleno.
Ogni via è un raggio di sole,
ogni piazza un petalo di fiore.
La città dei miei sogni
è attraversata dal fiume
della mia fantasia
e nelle sue acque limpide
si riflette la luce pura
dei miei pensieri;
nei giardini dei sentimenti
farfalle variopinte di idee
s’innalzano volando
oltre l’orizzonte del visibile
lungo il cielo azzurro
della mia vita.
Consiglio di avvicinarsi ad un libro come questo con il cuore aperto che l’anima richiede, senza mai venire ascoltata.
Un viaggio che dovremmo fare tutti per essere persone migliori.
Ci vorrebbe una gru
ECCO COSA CI VUOLE, Giuseppe Maimone
per tirarmi su,
sono proprio giù,
non ne posso più,
non ne posso più,
non ne posso più.
Un po’ di allegria
e di compagnia
ecco cosa ci vuole
per la vita mia.
Ci vorrebbe un archibugio
per spazzare ogni indugio
e senza andare adagio
realizzare il tuo spazio,
realizzare il tuo spazio,
realizzare il tuo spazio.
Una dolce ragazza
di cui vai pazzo
ecco cosa ci vuole
e una bella vacanza.
Ci vorrebbe una lozione
estratto di more,
da usare e spalmare
contro il malumore,
contro il malumore,
contro il malumore.
Una nuova realtà
e meno falsità
ecco cosa ci vuole
per la felicità.
Ci vorrebbe una conchiglia
colore vaniglia.
Un cartello sulla soglia:
“Non scordarti la voglia!”
“Non scordarti la voglia!”
“Non scordarti la voglia!”
La voglia di vivere
e di sognare
ecco cosa ci vuole
e basta con le parole.

