Sant’Antonio Abate.

Sant’Antonio Abate (Sant’Antuono in napoletano) è un comune italiano di 19.726 abitanti della provincia di Napoli in Campania. Sito nella pianura sovrastata dalla catena dei Monti Lattari, culminante nella penisola sorrentina con la vetta del Faito, Sant’Antonio Abate si estende nell’immediato entroterra stabiese (Ager Stabianus) e, in parte, nell’Agro Nocerino Sarnese.

Di origini amministrative recenti, la cittadina si è costituita comune autonomo nel 1925, distaccandosi nel 1929 dalla sovrastante Lettere.

Il suo territorio è stato abitato, sin dalle epoche remote, da popolazioni indigene e di origini indoeuropee come gli Opici, gli gli Osci, gli Etruschi, i Greci, i Sanniti, i Campani ed i Romani. Soprattutto la civiltà di questi ultimi è documentata da numerosi reperti archeologici, riportati alla luce in loco in anni di ricerche. Di particolare importanza storica è stato lo scontro finale della guerra Gotico-Greca, specialmente nella Battaglia dei Monti Lattari, avvenuta in territorio abatese e risoltasi con la diaspora dei Goti e la morte del loro re Teia, il quale fu molto probabilmente ucciso in territorio abatese e buttato in un pozzo, presso la località Pozzo dei Goti di Angri. Dopo un oscuro periodo di abbandono fino all’anno Mille, la cittadina ha conosciuto, a partire dall’XI secolo, una lenta ripresa economica grazie alla bonifica delle zone paludose, un tempo molto estese, favorita anche dalla nascita, intorno al XV secolo, delle prime masserie che hanno costituito il nucleo del vecchio “Borgo di Sant’Antuono”.

Nei secoli successivi il paese si è sviluppato gradatamente, fondando la sua ricchezza sull’agricoltura prima e sulle attività ad esso connesse poi. Negli ultimi anni l’economia di Sant’Antonio Abate si è concentrata soprattutto sul settore industriale della trasformazione del pomodoro e delle colture specializzate in serre che hanno comportato anche, tra le altre, lo sviluppo delle attività del terziario. Lo stemma civico di Sant’Antonio si ispira alla presenza del Castello di Lettere sulla omonima collina. Il castello è posto su di uno scudo ornato da una corona e due rami di ulivo, uniti da un fiocco.

Ogni anno, nei giorni circostanti al 17 gennaio (Sant’Antonio), si tiene la sagra della porchetta. Da notare inoltre che, prima del 1929, quando il comune di Sant’Antonio Abate apparteneva alla gestione comunale di Lettere la popolazione andava a piedi fino a Lettere per venerare la santa patrona Sant’Anna. Religione La maggior parte della popolazione è cattolica di rito latino. La città fa parte dell’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia ed il santo patrono è Sant’Antonio Abate, compatrono San Gerardo Maiella.

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