
Sotto il monte che fuma non solo Efesto.
Prima di lui era acqua cristallina e mossa. Ma una ribellione cambiò ogni cosa.
Il mito di Tifeo, anche detto Tifone, è una leggenda legata alla Sicilia, che racconta di un gigante mostruoso imprigionato sotto l’Etna.
Questo mito spiega le eruzioni vulcaniche e i terremoti come manifestazioni della sua furia e del suo tentativo di liberarsi.
Tifeo era un gigante con caratteristiche mostruose, figlio di Gea (la Terra) e Tartaro (gli Inferi), descritto con centinaia di teste di drago e una voce tonante, l’uomo osò ribellarsi agli dei dell’Olimpo, scatenando una battaglia epica con Zeus.
Il sovrano degli dei, dopo averlo sconfitto, lo imprigionò sotto l’Etna.

Si crede che le eruzioni dell’Etna siano causate dai movimenti e dalla rabbia di Tifeo imprigionato, che cerca di liberarsi.
Non solo dunque l’officina di Vulcano muove la Trinacria, ma qualcosa di più profondo e viscerale.
I terremoti che scuotono la Sicilia sono anch’essi associati ai tentativi di Tifeo di liberarsi.
Questa storia è profondamente radicata nella cultura siciliana, ispirando tradizioni popolari, opere d’arte e spiegazioni dei fenomeni naturali.
Una versione della leggenda, vuole che Tifeo non fu mai veramente sconfitto, ma solo imprigionato. Ogni suo movimento sotto la montagna causa eruzioni vulcaniche e terremoti, rendendo l’Etna un simbolo della sua ira e della sua lotta per la libertà. Le fiamme e la lava che fuoriescono dal vulcano sono viste come il suo respiro infuocato, mentre i terremoti sono il risultato dei suoi tentativi di liberarsi dalla sua prigione.
Emblema di una ribellione che mai si acquieta, potente ed eterna come il suo risentimento.

