
Ci sono artisti che sanno curare lo spirito e dare calore al cuore attraverso i colori vibranti delle loro creazioni.
Luciano Fiori è uno di questi.
Una scoperta davvero interessante, lo ammetto: e osservare le diverse opere è stato interessante e profondamente riflessivo.
Artista poliedrico e multiforme, i cui soggetti affondando le radici in molteplici ambiti.
Natura, religione, ritrattistica.
Nessun quadro risulta essere uguale ad un altro.
E osservando attentamente vi è molto altro.




Prevalenza di colori delicati come azzurro, verde e giallo. Il tocco del pennello è fluido e vivace, nutrito da quella che sembra essere una fantasia unica e straordinaria.
Difatti si possono trovare molti punti in comune con scenari reali e incasellati perfettamente nella realtà.
Sembra che prendano vita ad ogni scorcio. I personaggi al loro interno quasi parlano e ascoltano ciò che noi abbiamo da chiedere.
Oltrepassando il confine che spesso l’arte accademica impone alle opere, condannandole alla loro staticità.
Luigi Fiore scardina tutto questo e si ribella ai dettami più antichi, coraggiosamente libera le sue creature.
Ferme in una rappresentazione che non è mai statica; ma viva e partecipe.




Uno dei quadri che mi ha maggiormente colpito rappresenta un’occhio. Particolare, di un blu intenso e profondo che si mischia ad un dolce arancio.
Quasi un rimando ad un tramonto e alla successiva notte che arriverà prossima.
Il soggetto sembra muoversi e sembra quasi voler sbattere le palpebre e mostrare ciò che gli occhi nascondono.
Ma ecco la magia: lui è fermo, siamo noi a vedere oltre le sue pupille.
Immaginando l’infinito, iniziamo a parlare al cuore.




Il messaggio che traspare da queste opere è un arte che invita alla riflessione e al guardarsi dentro.
Profondamente e senza paura.


