
Ancora una volta si svegliò urlando nel cuore della notte, madido
ULISSE ALBARELLA, KEWECIL
di sudore e avvolto dall’angoscia di quell’incubo ricorrente, misto a
ricordi lontani che voleva seppellire insieme alla sua infanzia ma che
riemergevano puntualmente dal suo inconscio e gli attanagliavano
l’anima. Come al solito si alzò dal letto, andò alla ricerca di qualcosa
che potesse distrargli la mente da quei pensieri e, ancorché, il
distretto a luci rosse potesse forse aiutarlo a dimenticare, non aveva
voglia di scambiare l’angoscia dei ricordi con un’oppiacea illusione.
Sebbene l’alba fosse ancora lontana, decise di indossare il mantello,
ne tirò su il cappuccio e uscì per cercare di placare quella sensazione
di inquietudine che lo attanagliava, vagando tra i vicoli della città
che si intrecciavano e poi si perdevano come le strade della vita.
Piccolo disclainer: non amo molto il fantasy, ma ci sono libri che si fanno amare a prescindere.
Che regalano emozioni, trasportano e rendono viva la vicenda attraverso una narrazione fluida e dinamica.
Ulisse Albarella ci regala un mondo totalmente sconosciuto, tutto da esplorare e da conquistare.
Frutto di uno studio approfondito e di una ricerca importante.

Bemus fece un’espressione infelice e ribatté «Siamo avventurieri,
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non soldati che non hanno scelta se non obbedire. I gradi hanno
certamente il loro valore ma, in quanto avventurieri, non dovete
mai smettere di pensare con la vostra testa e, se credete ci sia
qualcosa che non vada, è bene dirlo! Certo, è importante scegliere
il tempo e il luogo giusto per esternarle e ci sono situazioni che
richiedono decisioni immediate in cui dipenderà da voi se fidarvi o
meno ma, in tutti gli altri casi, se non si è convinti è meglio farlo
presente immediatamente»
Bemus è un protagonista straordinario ed umano al tempo stesso. Coraggioso e complesso.
In lui si ravvisano diversi tratti comuni a molti di noi, intrisi di una forza conosciuta solo nella mitologia.
Come lo stesso autore ha evidenziato, il richiamo al mondo classico è assolutamente innegabile.
La stessa città di Mida, scenario dell’azione, è un chiaro rimando.
Rendendo tutto ancora più accattivante e seducente per una lettura che si rivela una continua sorpresa.

«è come continuare a
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distruggere e ricostruire da capo ogni giorno una torre finché non
si ottiene il risultato voluto e, una volta raggiunto, riabbatterla per
raggiungere un traguardo più alto. La maggior parte delle persone
non è in grado di fare uno sforzo del genere e, nel momento in cui
incontra qualcuno capace di sostenerlo, lo guarda con timore»
La storia vede il coinvolgimento di diverso personaggi, in un crescendo di tensione, smarrimento e confusione.
Non è facile comprendere appieno tutti i fili della trama che però si dipanano poco a poco mettendo assieme i pezzi di un puzzle narrativo complesso ma sicuramente innovativo.

Avendo esaurito le sue storie, si distese sull’erba
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per riposare e, anche se sapeva che non avrebbe ricevuto alcuna
risposta di bentornato, mormorò «Sono a casa».
Un libro che consiglio assolutamente di leggere con calma e concentrazione per non perdere nulla del fascino che emana.
La comprensione della trama è una conquista fatta assieme ad un protagonista scomodo, ma sicuramente coraggioso.

