Occhio alla testa (in tutti i sensi).

Sono uno dei simboli per eccellenza. Belli, emblematici e suggestivi.

Può essere capitato che abbiate visto questi bellissimi vasi di produzione artigianale, in Sicilia.

Ma come nascono?

Una storia che ha molto da raccontare…e da far rabbrividire.


La leggenda sull’origine di questa produzione centenaria è ambientata a circa 1000 anni fa, quando la Sicilia era sotto il dominio dei Mori.
Nel quartiere della Kalsa, a Palermo, risiedeva una giovane donna di incredibile bellezza. Un giorno, mentre era in balcone, un giovane Moro la vide e se ne innamorò perdutamente.

Egli professò tanto il suo amore che la ragazza, conquistata, ricambiò con passione. Si concesse a lui completamente, spinta da una grande ed irrefrenabile passione.

Solo in seguito, il giovane informò la donna del suo imminente ritorno in Asia Minore, dove lo attendevano moglie e figli.

Una notizia che spiazzò l’amata.

La giovane, infuriata, aspettò che egli cadesse addormentato e lo uccise nel sonno.
Ella voleva tenere il viso dell’amante sempre con sé, quindi decise di decapitarlo e dal suo capo ricavò un vaso dove pose il Basilico.

Grazie al luogo fertile e bagnato dalle lacrime della donna, il basilico crebbe rigoglioso sul suo balcone, con inebriante profumo.

I vicini, invidiosi della pianta rigogliosa, commissionarono vasi in ceramica dall’aspetto simile alla testa del Moro.

Ed ecco che da una leggenda tanto macabra, una tradizione leggendaria ed unica.

Guarderete ancora questi vasi con lo stesso sguardo?


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