
E’ uno dei luoghi più suggestivi della città giardino e custodisce un segreto prezioso e delicato.
Nascosto in un piccolo e suggestivo angolo del giardino della settecentesca villa Recalcati, ora sede dell’Amministrazione provinciale e della Prefettura, sorge un cippo che porta incise alcune parole emblematiche.
Frase scolorita dal tempo e dalle intemperie ma che recita così.
“A Cor Taddaei Kosciusko”

Sopra di esso, un vaso chiuso da un coperchio: al visitatore appare come un’urna cineraria.
Ma cosa ci fa il cuore di un polacco nel cuore di Varese?
Ci sono molte informazioni circa la sua vita e la vicenda.
Nacque a Mereczowsczyzna il 4-2-1746, studiò a Varsavia nella scuola dei Cadetti e poi a Parigi; nel 1776 si portò negli Stati Uniti, arruolatosi, salì al grado di Comandante del Genio nell’esercito meridionale.
Tornò in Polonia nel 1784. Dopo la seconda Spartizione (1792) capeggia la lotta contro i Russi e nel 1794 prese il comando dell’insurrezione che si estese a tutto il paese, ma dopo alcune vittorie, i patrioti furono sconfitti dai Russi e dai Prussiani.

A Maciejowice fu ferito e fatto prigioniero. Lasciato libero dallo Zar Paolo I, viaggiò per l’Europa, sostando qua e là, si ritirò infine definitivamente a Soletta, in Svizzera, dove passò gli ultimi anni della sua vita ospite della famiglia Zeltner.
Mori nel 1817, dopo un’esistenza trascorsa ad inseguire onori e ideali, con un grande rimpianto.
Durante la sua permanenza si innamorò perdutamente della rampolla della famiglia svizzera, Emilia.
La donna sposò il Conte Giambattista Morosini e portò con sé il cuore di Kosciusko nella dimora dove risiedeva assieme al marito.
Esso era stato posto in un’urna di vetro.

Nel 1829 il conte Morosini, dopo aver acquistato Villa Recalcati decise di portare l’organo del soldato nella nuova fastosa dimora.
Fecero costruire il cippo di cui accennato sopra e posero nel vaso sovrastante l’urna con il cuore.
I Morosini, prima della cessione della villa, provvidero a togliere dal cippo l’urna di vetro col cuore di Kosciusko che fu riportata nella villa dell’amata e collocata in un edificio sorgente nel giardino, adattato a cappella di famiglia.
Il Conte polacco Alessandro Szczawinski-Brochochi, il 15 ottobre 1895 riuscì a riportare il cuore di Kosciusko quasi in terra natale, consegnandolo al museo polacco di Rapperswil in Svizzera dove rimase fino al 1927, anno in cui il museo di Rapperswil fu consegnato alla Polonia e sistemato presso il Museo Nazionale di Varsavia.
Il cuore di Kosciuszko riposa ora in Polonia, per sempre nel cuore e nella memoria.
A Varese rimane il ricordo di un amore immortale e mai spento di un giovane eroe.

