Il mondo visto da chi non viene (quasi) mai ascoltato.

Riflettei su come, ogni volta che mi ero preoccupato troppo
per qualcosa, avevo finito per non affrontarla nel miglior modo
possibile. Le ansie e i timori avevano preso il sopravvento, di-
storcendo la realtà, rendendola più grande di quanto fosse dav-
vero. Il mare, invece, con la sua calma infinita, mi insegnava che
la vita è fatta di piccoli gesti, di attimi che, se vissuti nel mo-
mento giusto, possono cambiare tutto. Un respiro, un pensiero,
una decisione. E tutto può trasformarsi.

ALMANACCO DEL PRONTO SOCCORSO, Antonio Sposito

Prima di scrivere questa recensione debbo fare una doverosa premessa: sono figlia di una OSS e leggere libri come questo inevitabilmente fa riaffiorare tantissimi ricordi.

La vita di mia madre sul lavoro, come per moltissime sue colleghe, non è stata per nulla facile. Lavoro usurante, frenetico e mai debitamente riconosciuto. Soprattutto dalla sanità che rilega sempre in coda la figura dell’operatore socio sanitario, perché considerato di serie B. E di questo comportamento mai ne ho compreso il motivo.

Medici, infermieri si coordinano costantemente con gli OSS in quanto questi ultimi si occupano H24 e dei molteplici aspetti di un paziente. Non solo dandogli cibo e pulendolo quando impossibilitato, ma anche monitorando progressi e peggioramenti costantemente.

Mi ricordo ancora, quando alcune persone sicuramente con più titoli accademici di me, dopo aver risposto circa il lavoro di mia madre ribatterono: “quella che pulisce il culo ai vecchi”.

Non ebbi il coraggio di ribadire a quella battuta, ma ora, a distanza di quasi vent’anni, posso dire che è grazie al suo sacrificio, alle spalle rotte e alla schiena curva se posso godere di uno stipendio più che dignitoso, di una bella casa e di una cultura sempre in costante crescita.

Questo libro mi ha fatto commuovere perché ho rivisto molto di lei e delle tante fatiche subite, finalmente raccontate con un linguaggio dolceamaro ma profondamente reale e necessario.

Una testimonianza straordinariamente profonda ed intensa.

Mi alzai, scossi la sabbia dai pantaloni e feci un respiro pro-
fondo. Avevo ancora tanto da imparare, tanto da vivere. Ma,
per la prima volta, non avevo paura dell’incertezza.
Non sapevo cosa mi avrebbe riservato il domani, ma l’aver
lavorato al pronto soccorso e l’incontro con lui li avrei portati
sempre con me, ovunque mi sarei ritrovato.

ALMANACCO DEL PRONTO SOCCORSO, Antonio Sposito

Ero esausto, ma soddisfatto.
Mentre uscivo dalla shock room guardai l’orologio: il turno era finito.
Il tempo, lì dentro, aveva seguito le sue regole, dilatandosi
nelle attese interminabili e correndo frenetico nelle emergenze.
Fuori, la città scorreva a un altro ritmo.
Le persone passeggiavano, prendevano il caffè, parlavano al telefono.
Per loro, un’ora era solo un’ora.
Lì dentro, invece, un’ora poteva essere la differenza tra la vita e la morte.
Un minuto in più poteva salvare un cuore, uno in meno poteva spegnere una speranza.

ALMANACCO DEL PRONTO SOCCORSO, Antonio Sposito

La lettura di quest’opera coinvolge, incuriosisce ed affascina. Una raccolta preziosa di racconti che regalano uno squarcio di verità su una realtà troppo spesso dimenticata.

L’autore ha una scrittura delicata ma decisa, sa cogliere la natura intrinseca delle cose, creare suspense e profonda curiosità nel lettore.

Ne consiglio la lettura non solo per chi è avvezzo a questa realtà, ma soprattutto per chi non la conosce.

Perché nulla del mondo degli OSS sia dato più per scontato.

Per noi che li viviamo accanto, per voi che non li conoscete neppure e per loro affinché abbiano la voce che meritano.

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