
Ci sono troppe guerre intorno a noi e nessuno le vince. Gli unici ad ottenere qualcosa sono coloro che vendono morte e armi. Ma fortunatamente ci sono le bellissime eccezioni che la musica sa regalare.
Oggi tocca a lei; e lo confesso, è il mio grande amore da che sono piccola: Patti Smith
Una creatura nata nella tempesta, difatti non c’era un’aria dolce né la luna piena quando venne al mondo.
Patricia Lee Smith nacque il 30 dicembre, un lunedì, nel North Side di Chicago, all’epoca della grande bufera di neve del 1946. Una famiglia numerosa, umile, la sua: era la quarta figlia nata da Beverly Smith, una cantante jazz che per sopravvivere faceva la cameriera, e Grant Smith, un macchinista negli impianti Honeywell, il polo industriale che dava da mangiare a tanti.
Chicago fu una città che non fa sconti.
“Sono venuta al mondo con un giorno d’anticipo, troppo presto, perché i bimbi nati l’ultimo dell’anno venivano dimessi dall’ospedale con un frigorifero nuovo”
Patricia Lee Smith
“Mia madre ce la mise tutta per trattenermi ma entrò in travaglio a bordo del taxi che arrancava in un turbinio di neve e vento costeggiando il lago Michigan. Secondo il racconto di mio padre vidi la luce che ero un esserino lungo e scheletrico con la broncopolmonite e lui mi salvò la vita sorreggendomi al di sopra di una tinozza fumante”.

Dopo aver vissuto l’adolescenza in New Jersey, si trasferì a New York negli anni ’60 per intraprendere la carriera artistica. Arrivata nella grande mela, visse in condizioni di estrema povertà, sopravvivendo con pochi dollari al giorno e dormendo in luoghi abbandonati.
In questo periodo conobbe il fotografo Robert Mapplethorpe e iniziò le sue prime esibizioni.
L’ esordio discografico fu segnato dall’album Horses, pubblicato con l’etichetta Arista, considerato uno dei dischi più importanti della storia del rock.
Protagonista sin a subito delle forme artistiche più rivoluzionarie dei fine anni ’60 e degli anni ’70, definiamole come vogliamo, punk, proto-punk, new wave, rock.

Difficile etichettare la sua grandezza e intelligenza.
Divenne, nel giro di pochi anni, una delle maggiori esponenti della cultura e controcultura americana. Un personaggio importantissimo per la storia del rock e della società contemporanea.
Figura di spicco fino ai giorni nostri è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2007 e posizionata da Rolling Stone al 47esimo posto dei migliori artisti.
Per me, la più grande ed incredibile di tutti.

