Joan Baez la bellezza della ribellione.

C’era una volta la mia vita, le mogli, mio figlio, la mia bombetta e lo scrivere,  il mio lavoro, i miei amici, le mie amanti, i miei sballi e la mia musica… erano un tutt’uno, un organismo unico, interconnesso, neuronale, niente più paesi e confini, ci sentivamo cittadini del mondo e mettevamo bocca nelle ingiustizie di tutto ‘sto cavolo di pianeta di pazzi… that was my life e quella di molti altri e non ci sentivamo per niente speciali.

Lei è la voce della rivolta contro le regole precostituite, contro il potere che detta legge e spadroneggia. Nata a Staten Island, New York, nel 1941, Joan Baez ha origini messicane e scozzesi, e ha iniziato a suonare la chitarra fin da giovanissima Un talento che si manifesta prepotentemente, il suo, e che viene foraggiato da una famiglia di condizioni modeste ma già all’avanguardia per i tempi.

Nata, fin da piccola, per essere libera fino in fondo e sfidare ciò che mai si sfida.

Conquistò il pubblico con le sue interpretazioni di musica folk tradizionale, attraverso un mix che univa testi socialmente impegnati a una voce potente. Una tecnica innovativa che le fece entrare, ai pieno titolo, nell’Olimpo dei grandi della musica. Grazie al suo primo album nel 1960 si affermò come “madonna del folk”.  Importantissima per lei fu anche la relazione con Bob Dylan, che ebbe una forte influenza sulla musica: sempre assieme alla leggenda della musica, partecipò a diverse marce per i diritti civili.  Tra gli anni 60 e 70, l’atmosfera era così permeata da quella voglia di cambiamento e sperimentazione come mai nessuna prima.

La guerra era un ricordo ancora vivo e la situazione politica ne presagiva molte altre, pertanto i giovani erano i primi a non voler conflitti e a fomentare i movimenti pacifisti.

Joan Baez affiancò lo stesso Martin Luther King ed estese il suo impegno anche nell’opposizione alla guerra in Vietnam. Fu un personaggio scomodo per questo: donna, cantante e ribelle ad ogni convenzione.

La madrina della libertà, attraverso la sua musica.

Nonostante non sia sempre stata una cantautrice, il suo talento come interprete le ha fruttato il Grammy Lifetime Achievement Award nel 2007. Anche dopo gli anni 70, continuò a pubblicare musica, con album come “Day After Tomorrow” (2008) e “Whistle Down The Wind” (2018), e ha annunciò il suo ritiro dalle scene musicali nel 2019, dopo un ultimo anno di tournée. Lasciando un ricordo vivo e presente nella memoria di tutti.

Nonostante l’età e i diversi problemi di salute che l’hanno colpita, l’impegno di Joan Baez contro ogni forma di ingiustizia non si è mai spento, e la sua voce ha continuato a farsi sentire per le cause di libertà e uguaglianza. 

La musica che sa smuovere le coscienze, dettata dal cuore.

E quella di Joan Baez è straripante d’amore.

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