La valle dell’Eden in Valle d’Aosta.

Quasi casualmente e grazie a qualche amico, ho scovato una leggenda non molto conosciuta ma assolutamente magica.

La leggenda della “Valle perduta” è un mito walser che narra di un luogo paradisiaco e fiorente, un “laboratorio” di felicità, che sarebbe poi scomparso per sempre, sommerso da ghiacciai o da un cataclisma. La leggenda divenne un simbolo della patria originaria e ispirò tentativi di ricerca, come quello di alcuni giovani nel 1778, che cercarono di ritrovare questa terra mitica. 

Una storia che affonda le sue radici in una verità storica: prima di una “piccola glaciazione” e di grandi geli, esistevano valli incantate e ricche di pascoli, foreste e selvaggina.

Con l’estendersi dei ghiacciai, i passi montani che collegavano i Walser alle loro terre d’origine, come il Colle del Lys, divennero impraticabili, portando alla perdita del contatto con la patria.

Pertanto non è facile suppore che questi paradisi perduti siano via via stati abbandonanti e diventati oggetto di storie e racconti leggendari e fantastici.

Difatti nel luglio 1778, sette giovani provenienti da Gressoney tentarono di attraversare il massiccio del Monte Rosa in cerca della valle leggendaria

Raggiunsero l’alta quota sul Colle del Lys e, aggrappati a una roccia emergente dai ghiacci, credettero di vedere una valle verdeggiante. Il luogo fu chiamato Entdeckungsfeld, o Roccia della Scoperta, un simbolo dell’inizio dell’alpinismo.

Nonostante l’impresa fosse coraggiosa, i giovani non riuscirono a scendere nel versante opposto, poiché la spedizione era troppo ardua e, come scoprì anni dopo l’alpinista Horace-Bénédict de Saussure, si trattava di un miraggio dovuto alla neve e ai ghiacci.

Dopo questa ardua impresa, che rappresentò comunque una prova di coraggio unica e straordinaria, la Valle Perduta divenne il simbolo di un luogo di origine, di una terra felice e ideale da cui il popolo Walser era partito.

Una valle dell’Eden perduta.

Sebbene la valle non fosse una realtà fisica, la sua leggenda continua ad esistere come testimonianza della storia, della cultura e della capacità di adattamento dei Walser, che si sono insediati in luoghi impervi e hanno trasformato il territorio.

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