La leggenda nera di Fenestrelle.

 La vicenda dei soldati borbonici al Forte di Fenestrelle è uno degli episodi storici più discussi e controversi legati a questo luogo, trattato anche da Alessandro Barbiero in un’opera che consiglio vivamente di leggere.

Va infatti premesso che i prigionieri borbonici vissero in condizioni estremamente difficili, specialmente considerando il clima rigido della Val Chisone a cui molti di loro, provenienti dal sud Italia, non erano abituati.

Le testimonianze parlano di stenti, freddo e tifo. 

Chiusi in celle anguste, sporche e senza adeguato riparo da intemperie.

L’epoca non era delle migliori.

Dopo l’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia, a partire dal 1861, i soldati borbonici che si rifiutarono di giurare fedeltà ai Savoia vennero imprigionati in diverse fortezze, tra cui Fenestrelle.

Intorno alle vicende del forte è nata una vera e propria “leggenda nera”. Secondo questa versione, ingigantita da alcuni resoconti, i soldati borbonici furono internati in un vero e proprio campo di sterminio, dove morirono a migliaia e i loro corpi vennero disciolti nella calce viva.

Negli ultimi anni, storici come lo studioso torinese, hanno esaminato fortunatamente la documentazione dell’epoca, ridimensionando in modo significativo la leggenda del “lager”.

Possiamo riepilogare la situazione analizzando diverse ricerche storiche.

Le condizioni di prigionia erano dure, ma analoghe a quelle di molte altre carceri dell’epoca. I decessi furono sì numerosi, ma dovuti principalmente a malattie e stenti, non a stermini di massa deliberati. La storia della calce viva è stata dimostrata come un’invenzione successiva, foraggiata dalla suggestione popolare e dalla disinformazione storica che aleggia spesso attorno ad alcune vicende. Infatti molti prigionieri borbonici furono trattenuti per periodi relativamente brevi e poi integrati nell’esercito italiano, e solo una parte vi rimase a lungo.

Tuttavia la questione rimane comunque oggetto di un acceso dibattito storiografico, che rientra nella più ampia discussione sulle responsabilità e le conseguenze dell’Unità d’Italia. 

Ma non poteva mancare una leggenda nera in tutta questa disperazione.

La storia del fantasma del soldato borbonico si collega direttamente alle tragiche condizioni di prigionia.

Una storia di un’anima tormentata che si aggira nella fortezza disperato e dolorante per le ferite e il patimento inferto.

Numerosi visitatori e guide del forte raccontano di aver avvertito la presenza di figure nebulose e di aver udito voci e rumori inspiegabili, specialmente nei corridoi e nelle stanze dove i prigionieri erano rinchiusi.

Queste esperienze, vere o presunte, alimentano ancora oggi il fascino misterioso del forte che è da sempre meta di curiosi, turisti e studiosi.

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