La Madonna, la superbia umana e….

Mai oltrepassare il limite della benevolenza, e questa storia ne è un drammatico emblema.

La leggenda della bella Alda è legata alla cosiddetta Sacra di San Michele, un’antica abbazia situata in Val di Susa, in Piemonte.

Essa narra di una fanciulla, Alda, celebre per la sua bellezza ma anche per una vanità ed una superbia assolutamente fuori dal comune.

Un giorno, mentre si trovava sulla cima della torre più alta del promontorio, la donna venne inseguita da alcuni soldati e, per sfuggire, si gettò nel vuoto. Probabilmente gli uomini erano due malintenzionati e lei cercava di fuggire le loro attenzioni non richieste.

E, in quel frangente, accadde l’impensabile.

Mentre precipitava, invocò la Madonna, che la salvò miracolosamente facendola atterrare incolume a terra. Maria ebbe a pietà la supplica della giovane e ritenne giusto risparmiarla dalla morte.

Purtroppo il miracolo, invece che renderla umile e devota, ne accrebbe la superbia.

Alda si vantava continuamente di questo accadimento e tutti oramai conoscevano la storia incredibile.

Sentendosi invincibile, decise di ripetere l’impresa per dimostrare a tutti la “potenza”. Questa volta, tuttavia, non invocò la Madonna, ma si gettò di nuovo dalla torre per vanità e dimostrazione delle capacità.

La Madonna, stizzita dalla sua arroganza e dal suo gesto irrispettoso, non la soccorse una seconda volta.

Alda precipitò e morì schiantandosi sulle rocce. 

La trama di questa storia è un monito contro la superbia e l’arroganza.

Rappresenta il pericolo di dare per scontata la benevolenza divina e di usare la fede per soddisfare la propria vanesia.

La torre da cui si gettò la fanciulla è ancora oggi conosciuta come la “Torre della Bell’Alda” ed è meta di visitatori ogni giorno: curiosi di vedere il luogo dove iniziò ed ebbe fine la superbia di una donna profondamente stupida.

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