
Esattamente che legame hanno Attila e il Veneto? Qualcosa che nessuno si potrebbe mai immaginare.
Una leggenda friulana narra che il tesoro di Attila sia nascosto nel greto del fiume Tagliamento. Il racconto popolare ha origine nel periodo successivo al sacco di Aquileia del 452 d.C., durante il quale il condottiero unno mise a ferro e fuoco la città.

Secondo la tradizione, dopo aver razziato l’opulenta città romana, Attila e i suoi uomini stavano ripartendo con un ingente bottino, composto di oro, monete e altri preziosi. Arrivati sulle sponde del Tagliamento, trovarono il fiume in piena e impossibilitato all’attraversamento.
Per guadare il fiume, Attila ordinò ai suoi uomini di seppellire il tesoro in una fossa, con l’intenzione di recuperarlo in seguito. In un’altra versione della storia, gli Unni avrebbero gettato il tesoro nel fiume per alleggerire il carico e attraversare più agevolmente.
In entrambi i casi, la leggenda vuole che il tesoro non sia mai più stato recuperato e che si trovi ancora nascosto nelle vicinanze del Tagliamento o sul suo fondo.
Tuttavia altre versioni raccontano che il tesoro sia stato nascosto in diversi luoghi, non solo lungo il Tagliamento.
Una leggenda narra che prima dell’arrivo di Attila, gli abitanti di Aquileia avessero nascosto i propri tesori in un “pozzo d’oro” (Puteum aureo) per evitarne il saccheggio. Un’altra storia colloca il tesoro in una grotta nei pressi dei Piani di Lanza, in Friuli Venezia Giulia, che porta il nome del condottiero.
Esistono infine anche alcune versioni della leggenda che sostengono che il tesoro di Attila sia stato sepolto con lui, in un luogo sconosciuto.
Forse non sapremo mai il luogo del bottino, ma in fondo perché non cullarsi nel fascino di simili misteri?

