
Se siete mai stati in uno degli angoli più suggestivi della Lombardia, non potrete non aver notato un serpe sopra i battenti delle porte. Di forme e dimensioni sempre diverse, eppure ricchissime di un fascino senza tempo.
Da dove nasce questa tradizione?
La leggenda della serpe di Chiavenna narra che, in un’epoca passata, la città fu invasa da un’infestazione di insetti che distrussero i raccolti.
Un mago promise di liberare i cittadini a condizione che avessero visto un “serpe bianca”: gli abitanti, diffidenti, lo cacciarono. Non credevano a nulla di quanto detto, in quanto le sue parole erano incredibili e anche abbastanza folli.

I contadini erano convinti si trattasse di un cialtrone uguale a tantissimi altri.
Solo dopo che il mago invocò un essere luminoso e ardente, la cui luce e il calore attirarono e bruciarono tutti gli insetti, la gente iniziò a venerare la serpe bianca come simbolo di protezione.
Ecco svelato il motivo di questa suggestiva peculiarità.
In segno di gratitudine e per protezione futura, le famiglie iniziarono a mettere un simbolo della serpe bianca sui propri usci, anche se oggi sono fatte di ferro e non hanno più le caratteristiche luminose.
Una tradizione visibile ancora oggi in quelle meravigliose valli incantate.

