
Siete mai stati all’interno del monumento più famoso della città scaligera?
Struttura che lascia a bocca aperta, ma che racchiude al suo interno diverse leggende.
Una delle più famose narra di un patto tra un prigioniero e il diavolo per costruire l’anfiteatro in una sola notte.
Ma come nacque tutto questo?

Tutto iniziò quando un signore di Verona, ingiustamente condannato a morte, promise ai magistrati della città che, se gli avessero risparmiato la vita, avrebbe costruito un anfiteatro così grande da poter accogliere tutta la popolazione.
Una promessa impegnativa, dispendiosa e sconsiderata: eppure l’uomo era fermo nel suo proposito.
La sera prima dell’esecuzione, il prigioniero, disperato, chiese aiuto al diavolo, che gli offrì di compiere l’impresa in una sola notte in cambio della sua anima.
Eppure il diavolo tutto può compiere, tranne che sconti di qualche sorta.

Mentre i demoni, sotto il comando del diavolo, lavoravano freneticamente per innalzare l’edificio, l’uomo si pentì del patto scellerato e pregò la Vergine Maria. La preghiera fu ascoltata e, al primo canto del gallo, una luce divina fermò i diavoli, lasciando l’Arena incompiuta, senza il suo anello esterno.

Una storia suggestiva ma forse non così reale.
In realtà, l’anello esterno dell’Arena è crollato in seguito al terremoto del 1117, che danneggiò gravemente l’anfiteatro: altro che demonio o patti di sangue.
Questa leggenda serve a spiegare l’aspetto attuale dell’Arena, con la sua caratteristica incompleta struttura esterna. Un modo suggestivo di descrivere un difetto diventato peculiarità.

