Un re superbo quanto stupido.

Tra le Dolomiti aleggia una leggenda unica e straordinaria; quella di Re Laurino.

Il re dei nani del Catinaccio, famoso per il suo magico Giardino delle Rose, allocato sui monti. La storia narra che, dopo aver rapito la principessa Similde, egli fu sconfitto da un cavaliere che sciolse il suo mantello magico dell’ invisibilità individuando i movimenti delle rose.

Il sovrano infatti possedeva una cintura che gli conferiva la forza di dodici uomini e un mantello che lo rendeva invisibile, ma era anche un uomo abbastanza stolto.

Per vendetta, maledisse il giardino, ordinando che non potesse essere più visto né di giorno né di notte; tuttavia, si dimenticò dell’alba e del tramonto, che ora tingono le cime di rosa, attraverso un fenomeno chiamato “Enrosadira”. 

In questo modo la sua stoltezza gli fu fatale e nulla poté contro la bellezza di una natura incontaminata. E anche se il suo giardino non è più visibile, le cime delle sue montagne donano quel colore che sarebbe dovuto mancare.

Chiaro esempio di come la superbia non sia sempre la scelta vincente.


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