
Oggi racconto di alcune figure poco conosciute che ho scoperto quasi per caso, ma che mi hanno fin da subito affascinato.
A metà strada tra streghe e befane: le Varvuole sono creature di mare provenienti dalla tradizione di Grado, che arrivano il 5 gennaio sulle “barche di vetro” per rapire i bambini cattivi e saccheggiare le case.
Questa ricorrenza simboleggia la paura del mare e celebra la ricorrenza storica della venuta degli Uscocchi, pirati che terrorizzavano le coste, anche attraverso la trasmissione di epidemie come il vaiolo (da cui il nome Varvuole).
Ma come si svolge tutto questo?

La leggenda viene rievocata nel porto con uno spettacolo che coinvolge l’arrivo delle streghe, danze, canti e cortei.
Essa rievoca le incursioni dei pirati dalmati, appunto gli Uscocchi, che rappresentano la paura dell’ignoto e del mare.
Le Varvuole vengono descritte con un aspetto terrificante: capelli di fil di ferro, occhi infuocati, denti appuntiti e gambe di legno.
Tutto sembra ricondurre ad un rito di passaggio e protezione.
Per difendersi, gli abitanti strofinano l’aglio sulle porte e le finestre e cospargono di acquasanta le case. Questi due oggetti rappresentano da sempre una protezione dalle forze del male.
Particolarmente sentita dagli abitanti della zona, questo rito viene ricordato annualmente da diversi secoli e con tantissima devozione.

