Un film tremendamente scontato..

Ci sono produzioni da dimenticare, nonostante la presenza di attori di un certo livello e spessore. Questo film ne è un drammatico esempio: la pellicola racconta la storia dal punto di vista dell’assistente di Victor, Igor, offrendo una prospettiva diversa sugli eventi.

Il film si distingue per aver spostato il punto di vista narrativo, ponendo l’attenzione sulla figura dell’assistente Igor e sulla sua relazione con Victor.

Il giovane, un tempo un gobbo e maltrattato clown di un circo, viene “salvato” da Victor, che raddrizza la sua schiena e ne fa il suo fedele collaboratore nei suoi esperimenti.

La trama segue la loro discesa nel mondo della creazione di vita artificiale, esplorando l’ossessione di Victor e le implicazioni etiche delle sue azioni, sullo sfondo di un’ambientazione steampunk romanzata. 

Nonostante il cambio di prospettiva, il film non riesce a offrire una rilettura fresca o innovativa della storia, finendo per ripercorrere sentieri già battuti. La pellicola è stata altresì descritta come un steampunk confusionario, che mescola elementi gotici con un’estetica moderna e frenetica, senza trovare un equilibrio convincente. Sebbene gli attori (in particolare McAvoy e Radcliffe) siano stati a volte elogiati per il loro impegno, la sceneggiatura è stata criticata per non aver saputo sviluppare i personaggi in modo profondo, rendendo la loro evoluzione superficiale o poco credibile. Molti critici hanno sottolineato l’incapacità del film di coinvolgere emotivamente lo spettatore o di trasmettere il senso di orrore e le riflessioni morali (come il tema dell’ambizione sfrenata e del rifiuto sociale) presenti nel romanzo originale di Mary Shelley. 

Victor – La storia segreta del dott. Frankenstein” è stato accolto come un prodotto di intrattenimento passabile ma che non riesce a lasciare un segno duraturo nel genere o tra i numerosi adattamenti del mito di Frankenstein.

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