
Ci sono giorni che vorresti non fossero mai esisti…oggi è uno di questi.
Una data che ti ricorda la mancanza più bruciante di tutte: quella di un papà che mi ha lasciato troppo presto.
So che dovrebbe essere naturale sopravvivere ai propri genitori e, razionalmente, è un fatto da accettare.
Ma la verità, è che io non l’ho mai fatto. Perché non ho mai regalato a mio padre la parte migliore di me.
Quella che accoglie le inquietudini, i tormenti, ama la solitudine e vive ogni giorno con passione e voglia di stare bene.
Mio padre mi ha sempre visto, tormentata, sfuggente e arrabbiata con una vita che prima mi ha dato l’illusione di avere una famiglia tutta mia per poi togliermela.
Senza vittimismo, ma a volte mi capita di essere parecchio incazzata e nessuno lo sapeva meglio di papà.
Gli ho dato talmente tanti tormenti e delusioni da aver perso ogni conto e credo di essere stata anche, qualche volta, un fallimento.
Ora, guardando mio figlio, mi rendo conto di quanto non sia stata la figlia ideale.
E questo, lacera profondamente.
Ma il vero dolore è quando inizi a rinascere lentamente, dopo che lui è andato via.
Tutti i successi, le rivincite, le conquiste e la serenità sono sempre goduti a metà: manca lui e mancherà per sempre.
La casa, la macchina nuova, la mia prima lezione accademica, una buona posizione lavorativa…e un libro.
Già perché il mio articolo oggi, dopo una premessa forse noiosa per molti, è dedicato all’uscita dei miei primi racconti in un’antologia dove sono presenti diversi e noti autori.
Un traguardo che mai mi sarei aspettata di raggiungere e di cui lui sarebbe andato fiero.
Grazie al supporto di una grande amica, Cesarina Briante, sono stata coinvolta in questo straordinario ed entusiasmante progetto.
Con il supporto e l’aiuto della coordinatrice Greta Vismara, la revisione sia di Cesarina che della scrittrice Carla Valentini unita al supporto degli altri due scrittori Angelo Ceriani e Mauro Gallotti, è stato possibile per me realizzare un sogno.
I miei racconti rappresentano una bella prova, e sono ispirati a personaggi reali.

Storie romanzate, ma che annidano nel profondo una mia verità e una grande rivincita.
Di tanti errori fatti, questa è una delle cose più giuste mai compiute.
Attraverso anche una punta di gioia, grazie a questa opera sono riuscita ad uccidere (metaforicamente parlando) i fantasmi del mio passato e rivedere i tanti sbagli fatti con maggiore chiarezza.
In ogni storia c’è una parte di me, quella più scomoda e complicata e non mi vergogno più a mostrarla.
Se vi va, vi invito a leggere l’opera e a commentare i miei racconti.
Sicuramente non sono perfetti, magari li riterrete persino mediocri, ma sappiate che sono veri.
Quella sofferenza è tutta vera, e la cattiveria subita è stata ancora più reale.
Forse sarò stata stupida nel volermi mettere in situazioni autodistruttive, a cercare affetto dove c’era vuoto, a voler credere che contenermi fosse il mio bene eppure benedico tutti gli errori fatti.
Perché è solo grazie a loro se sono arrivata ad accogliere il Chaos che ho dentro, e a non fermarmi più.
Questi racconti sono per lui, che nonostante tutto, mi è sempre stato accanto.
Mi piace pensare che lo avrebbe letto orgoglioso e fiero di me. Non mi perdonerò mai di non averlo vissuto abbastanza.
E in ogni caso, non mi fermo mica qui.
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