Frankenstein Junior

Frankenstein Junior” (Young Frankenstein) di Mel Brooks è universalmente considerato una pietra miliare della comicità e una parodia cult, amata per il suo equilibrio tra umorismo sfrenato e un sincero omaggio ai classici film horror degli anni ’30.

Il punto di forza del film è la straordinaria capacità di prendere in giro i topic dei film di Frankenstein (in particolare quelli della Universal) pur mantenendone intatto il fascino tenebroso. L’uso del bianco e nero e l’impiego delle stesse attrezzature di laboratorio originali contribuiscono a questa riuscita operazione filologica e stilistica.

La comicità è basata su gag fisiche, giochi di parole (famosissimo il “lupo ulula e non c’è” nel doppiaggio italiano), e situazioni surreali. La critica lo descrive come un film “divertentissimo” e capace di strappare risate anche dopo innumerevoli visioni.

Le interpretazioni sono unanimente elogiate. Gene Wilder (Frederick Frankenstein) è considerato perfetto nel ruolo dello scienziato che passa dalla razionalità alla follia ereditaria. Marty Feldman (Igor, o meglio, “Aigor”) con la sua gobba “girevole” e l’occhio strabuzzante, è spesso indicato come il più simpatico del cast. Ottime anche le performance di Teri Garr (Inga), Madeleine Kahn (Elizabeth) e un memorabile cameo di Gene Hackman nei panni dell’eremita cieco.

Nonostante qualche critica iniziale lo considerasse una “farsa maliziosa” con umorismo non sempre graffiante, il film è stato portato alle stelle dal pubblico e dalla critica nel corso del tempo, diventando un successo mondiale e un classico della comicità.

Frankenstein Junior” è diventato un fenomeno culturale, con intere generazioni di spettatori che ne hanno imparato a memoria le battute. È spesso definito “il film della vita” per molti appassionati. 

Il film rappresenta un capolavoro comico, un mix perfettamente riuscito di intelligenza, amore per il cinema classico e puro divertimento, che resiste alla prova del tempo.

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