
Tra gli amici fidati e la cerchia letteraria di Mary Shelley vi è una delle figure più incredibili della letteratura. Personalità complessa, unica e straordinaria che probabilmente tutti hanno studiato.
Uno di quelli autori che ho sentito miei fin dalle prime opere, quasi un’affinità elettiva.
Uomo senza limiti e impetuoso, eroe di un Chaos unico dell’anima e folle come vorrei esserlo io.
Ricolmo di quella pazzia che ti conduce oltre ogni confine razionale, per conoscere e comprendere ogni cosa.
Vivendo ogni istante come fosse l’ultimo e fino all’estremo respiro.
E oggi voglio raccontare di una sua opera, giunta a noi incompiuta.

“A Fragment” (noto anche come “Fragment of a Novel” o “The Burial: A Fragment“) di Lord Byron è un racconto incompiuto che ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita del genere letterario moderno sui vampiri. Libro che analizza e descrivere quello che è, a tutti gli effetti, antenato del moderno non- morto.
La trama è frammentaria, ed è il resoconto di un narratore senza nome che viaggia in Turchia (o Grecia) con il suo enigmatico amico, Augustus Darvell.
Darvell è un personaggio che incarna le caratteristiche del “Byronic hero”: malinconico, solitario e tormentato da un senso di colpa segreto.
Durante il viaggio, l’uomo si ammala gravemente e prima di morire, fa giurare al narratore di mantenere segrete le circostanze della propria morte e sepoltura.
Ma soprattutto, non dovrà fare mai parola con nessuno della sua esistenza.

Il narratore protagonista decide di seppellire l’amico in un cimitero turco.
Qualche tempo dopo, quando il narratore torna in Inghilterra, si imbatte in una persona che assomiglia stranamente al defunto amico, arrivando a pensare che Darvell sia risorto come un vampiro.
La storia si interrompe prima di svelare completamente il mistero.
Non finita, non compiuta esattamente al pari di quella che potrebbe essere la storia di un non morto.
“A Fragment” non è un’opera completa, ma uno spunto narrativo potente, nato nel 1816 durante la famosa “notte delle storie di fantasmi” a Villa Diodati sul Lago di Ginevra, che vide la partecipazione di Byron, John Polidori, Percy Bysshe Shelley e Mary Shelley (che concepì Frankenstein).
Ragion per cui si potrebbe annoverare tra i grandi del genere.

L’importanza del “Fragment” risiede principalmente nel suo impatto sulla letteratura successiva.
Il medico di Byron, John William Polidori, utilizzò questo spunto per scrivere il suo racconto Il vampiro (The Vampyre) nel 1819, creando la figura del vampiro aristocratico e affascinante, Lord Ruthven.
Questo racconto è considerato il vero capostipite del genere e ha influenzato opere come Dracula di Bram Stoker.
L’opera introduce i temi centrali del gotico romantico: l’esotismo dell’ambientazione orientale, il soprannaturale, il mistero della morte e la figura del protagonista tormentato e dannato.
Lo stile è tipicamente byroniano, caratterizzato da un tono cupo e introspettivo, che si addice perfettamente all’atmosfera misteriosa e non finita del racconto
Essa rappresenta un’opera breve e incompiuta che funge da precursore cruciale della moderna narrativa sui vampiri e un esempio significativo dell’immaginario gotico dell’epoca romantico.

