
Non ne avrei voluto parlare, ma fra le opere appartenenti al filone del genere è necessario quantomeno menzionarlo.
Back from the Dead di Stuart Land è un romanzo che si propone come il vero seguito del classico di Mary Shelley, Frankenstein.
Il libro parte dalla premessa che la creatura di Victor Frankenstein non sia morta come narrato nel finale del romanzo originale, ma sopravvissuta. La trama si sviluppa attorno all’idea di cosa ne sia stato del mostro dopo gli eventi del libro di Shelley, esplorando il suo destino e la sua evoluzione. L’autore cerca di attualizzare la storia, permettendo al lettore di riconsiderare i possibili sviluppi futuri della trama originale e di esplorare i conflitti interni della creatura.

La critica ha espresso varie e spesso contrastanti opinioni.
Qualcuno lo ha descritto come un’opera che offre una prospettiva per “rileggere continuamente un testo e quindi di attualizzarlo dinamicamente”.
Alcuni lo hanno trovato “strano e a volte piuttosto surreale”, ma ha apprezzato il fatto che la trama fosse incentrata sui conflitti interni della creatura, come il tentativo di essere onorevole e resistere alla tentazione.
In sintesi, il libro sembra essere apprezzato principalmente da coloro che amano le rivisitazioni dei classici e le storie che si concentrano sull’introspezione psicologica e sui dilemmi morali.

