Follemente criminali o lucidi punitori?

L’amore, o sedicente tale, può fare danni e male, tanto e troppo male.

E vedere questo prodotto Netflix non può che essere un monito prezioso e necessario.

La storia di Martina Levato ed Alexander Boetcher racconta proprio questo; due ragazzi apparentemente belli, invidiabili e di buona famiglia si trovano coinvolti in una spirale di violenza, perversione e possesso assurda. Vittime e carnefici l’uno dell’altra, che forse avrebbero avuto una vita diversa se non si fossero mai incontrati.

Il documentario parte dell’agguato che fece da collante a tutta una serie di accadimenti ad esso collegato, ma le cui indagini sembravano ad un punto morto e senza uscita. Un passo falso, e la cattura dei tre.

Perché i due amanti, meglio conosciuti come la coppia dell’acido, non erano da soli. Entrambi si accompagnavano ad un gregario, tale Stefano Magni. Un ragazzo apparentemente tranquillo, di professione bancario e che vedeva in Alexander un modello da emulare. Quest’ultimo, rampollo di una buona ed importante famiglia milanese, si auto eleva a persona senza alcun dovere morale e a cui tutti devono mostrare riverenza. Martina, invece, è una ragazza normale dalla maschera perfetta: bocconiana, sempre educata e mai una sbavatura.

Sulla carta queste tre persone sono quelle che la società identifica come vincenti e perfetti.

Dalle ricostruzioni emerge una dinamica perversa di possesso e dominazione, eppure non ritengo Martina Levato una vittima.

E’ stata lei a fornire volontariamente i nomi degli amanti, anche occasionalmente, non trascurandone alcuno.

Avrebbe potuto sorvolare sugli incontri fortuiti, ma così non ha fatto.

Ha consapevolmente e deliberatamente agito per ledere degli innocenti, trionfa del suo amore e della sudditanza dell’amante. Credo che abbia provato un profondo senso di dominanza nel vedere il proprio uomo impegnato nel perverso tentativo di deturpare gli amanti passati.

In questo prodotto Netflix viene analizzato ogni singolo aspetto e aneddoto, dando a tutta la trama una prospettiva completa ma assolutamente aberrante.

E quindi una domanda sorge prepotente: chi è il dominante e chi il suddito?

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