I pellegrinaggi tormentati di un giovane appassionato.

“Il pellegrinaggio del giovane Aroldo” (Childe Harold’s Pilgrimage) è un poema narrativo in quattro canti scritto dal poeta romantico inglese Lord George Gordon Byron, pubblicato a cavallo tra il 1812 e il 1818.

Essa viene considerata un importante caposaldo del Romanticismo e ha contribuito a creare i fondamenti del mito dell’eroe byroniano.

L’opera segue il Grand Tour del protagonista, il giovane Aroldo, un personaggio che incarna gli atteggiamenti dell’eroe romantico, malinconico, disilluso e tormentato (“world-weary” in inglese).

Egli, sazio dei piaceri mondani e annoiato dalla vita dissoluta in patria, intraprende un lungo viaggio attraverso l’Europa e il Mediterraneo per trovare un senso alla sua esistenza e sfuggire al vuoto interiore.



Il peregrinare si svolge in diverse tappe, che corrispondono ai canti del poema:

Canti I e II: Aroldo viaggia attraverso il Portogallo, la Spagna, l’Albania e la Grecia (tra il 1809 e il 1811).

Canto III: Il viaggio prosegue in Belgio e lungo il fiume Reno (scritto nel 1816).

Canto IV: L’intero ultimo canto è dedicato all’Italia, in particolare a Venezia, Firenze e Roma (scritto nel 1818).

La “trama” è più una cornice che un vero e proprio sviluppo narrativo, poiché il fulcro dell’opera non sono le azioni del protagonista, ma le sue osservazioni, riflessioni e stati d’animo di fronte ai paesaggi, alle rovine storiche e ai popoli incontrati.

Attraverso gli occhi di Aroldo, Byron descrive le bellezze naturali, i monumenti e la condizione politica delle nazioni visitate, spesso esprimendo un profondo senso di malinconia per la grandezza passata e la decadenza presente.

Il libro ebbe un successo strepitoso fin dalla pubblicazione dei primi due canti, rendendo Byron una celebrità letteraria da un giorno all’altro.

Venne elogiato per la potenza evocativa, il lirismo descrittivo e la capacità di catturare lo spirito dell’epoca romantica. La critica moderna ne sottolineò il vigore degli accenti e il sentimento personale del poeta, sebbene alcuni vi abbiano individuato anche difetti retorici o affettazione.

Il poema introduce la figura dell’eroe byroniano, un archetipo letterario che influenzerà generazioni di scrittori: un individuo ribelle, arrogante, ma capace di profonde passioni e di un acuto senso critico nei confronti della società convenzionale.

L’autore ammise che il poema traeva ispirazione diretta dalle sue esperienze di viaggio, sebbene inizialmente tentò di distinguere sé stesso dal suo personaggio.

Questa fusione tra autore e personaggio contribuì a creare il “mito” di Lord Byron.

Il paesaggio non è solo uno sfondo, ma un elemento attivo che suscita emozioni e riflessioni profonde. In Italia, ad esempio, Byron vede una “bella donna provata dal dolore e dalla vergogna” a causa della sua storia travagliata e delle dominazioni subite.

“Il pellegrinaggio del giovane Aroldo” rimane un’opera fondamentale per comprendere la sensibilità romantica e l’impatto duraturo di Lord Byron sulla letteratura europea.

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